Web-stacking nel poker

1_1241065334_22133Il così detto “staking” è una pratica vecchia quasi quanto il gioco del poker. Consiste nel finanziamento (da parte di una persona di solito facoltosa) per la partecipazione ad un torneo di un giocatore, che presumibilmente ha bisogno di essere “aiutato” per pagare il buy-in.

Tale metodo, come detto, non è nuovo, anzi sono molti gli esempi di giocatori che hanno partecipato a tornei, venendo finanziati da uomini più o meno ricchi, ad esempio è capitato più di una volta a Stu Ungar (uno dei più grandi di sempre) di ricevere delle somme in denaro che gli permettessero di giocare eventi importanti con le WSOP.

Il finanziatore avrà il suo guadagno nel caso in cui il giocatore riesca ad arrivare a premio.

Letteralmente lo staking significa “vendere se stessi”, nel caso specifico più precisamente vendere una parte del buy-in di un torneo ad altre persone, in cambio della percentuale (proporzionale) di un’eventuale vincita.

E’ pratica ancora più nuova (quasi sconosciuta in Italia), invece il web-staking , che da come si capisce riguarda la pratica dello staking, ma a livello online.

Praticamente esistono siti web che danno l’opportunità di acquistare o vendere quote di se stessi, per la partecipazione ad eventi live od online.

Il primo sito di questo genere a livello mondiale è stato ChipMeUp, ha avuto da subito un grandissimo successo tanto che è stato acquisito da PokerNews.com e giorno dopo giorno aumentano gli utenti che si iscrivono gratuitamente e creano il loro profilo, indicando la cifra o percentuale di vendita. Una volta che la cifra indicata dal giocatore, verrà raggiunta e coperta da una o più persone il “gioco è fatto”

Il sito si è sempre mostrato propenso a diffondere questa pratica anche in altre nazioni e da poco è stata introdotta in Italia. Si perché è attivo da poco tempo un sito di pokerstaking-web anche in Italia, che funziona praticamente come ChipMeUp.

Il sito si chiama è Pokeropoly.it e come era lecito aspettarsi, anche se inizialmente un sito del genere desta una curiosità elevata, subito il portale sembra aver ingranato e pian piano cresce sempre di più il numero degli utenti registrati (sia che vogliono vendere le quote del loro buyin sia di coloro che vogliono acquistare porzioni del buyin di altri giocatori).

E’ lecito chiedersi come e da cosa ricavano profitto questi siti. Oltre alla solita vecchia pubblicità, il guadagno proviene dalle eventuale vincite degli utenti, si perché ChipMeUp, come Pokeropoly, come altri siti del genere anche se gratuiti al momento dell’iscrizione, mantengono una piccola percentuale della vincita del giocatore.

E’ questa una nuova frontiera del poker, che scommettiamo non tarderà a svilupparsi in maniera decisa anche nel nostro paese.

Mattia Sparagna


0 commenti

lascia un commento