Terrance Watanabe: uno dei peggiori giocatori della storia
Terrance Watanabe è un ricco uomo d’affari americano con il vizio per il gioco, più volte si è detto e invitato a giocare responsabilmente e a non trasformare una passione in ossessione. Ma evidentemente i soldi, i vizi e qualcos’altro non aiutano a fare la scelta giusta e il caso del signor Watanabe sono la prova lampante.
Questo ricco personaggio, dalle chiare origini asiatiche, in circa 3 anni ha perso la bellezza di 127 milioni di dollari nel Caesars Palace & Rio (di proprietà della Harrah’s Entertainment Inc), cifra pagata per il momento quasi interamente (mancano al saldo circa una decina di milioni).
Ma è da circa un anno che Watanabe ha intentato una causa verso la stessa compagnia che gestisce il Caesars accusandola di averlo indotto a giocare in maniera compulsiva, offrendogli costantemente da bere, mangiare e i comfort più desiderabili. A queste accuse il proprietario del Casinò ha risposto in maniera ferma affermando che il signor Watanabe, essendo un personaggio “godereccio” veniva trattato al meglio, ma se non avesse voluto avrebbe potuto anche rifiutare.
Ora se la questione sembra ai nostri occhi abbastanza superficiale, o quanto meno legata esclusivamente a una montagna di soldi, ma invece non è così. Nel Nevada (stato di Las Vegas e Atlantic City) le regole per il gioco sono altamente restrittive e cioè è vietato a chiunque di giocare ubriaco.
Ora se questo è il punto su cui batte Watanabe è utile capire che se non dovesse riuscire a dimostrare che sia stato indotto a bere e quindi a giocare e perdere quella cifra così grande, non solo non verrà, come lui vorrebbe, risarcito dei soldi che ha perso, ma dovrà anche andare in carcere perché la legge del Nevada prevede che queste controversie vengano risolte anche in sede penale, dunque Watanabe rischia anche di farsi un discreto numero di anni in prigione (si parla addirittura di più di 20).
Precedente poco confortante per il “riccone” è quello successo negli anni 30 a Lenoard Tose, ex proprietario dei Philadelphia Eagles (squadra di football americano) che per gli stessi motivi querelò i Casinò dove perse una fortuna, ma non riuscendo a dimostrare la mala fede del Casinò e la volontarietà di alcuni atti dovette pagare le perdite, le spese processuali e farsi diversi anni di prigione.
Watanabe rafforza la sua tesi sul fatto che i floorman del casinò vedendo un ospite brillo o ubriaco devono invitarlo a smettere e se necessario a cacciarlo. Ma, come se non bastasse, a complicare la sua posizione c’è un fatto accaduto nel 2007 e cioè la sua interdizione dal gioco nel casinò Wynn proprio per il bere e lo scommettere in maniera compulsiva.
Oltre al fatto in se è importante capire dall’accaduto che non bisogna mai giocare sotto l’effetto dell’alcool e mai fare in modo che il “gioco” prenda il sopravvento e che passi a diventare una ossessione. E’ possibile che ci siano persone che vogliano approfittare delle debolezze altrui (cosa che succede anche in altri aspetti della vita quotidiana), ma questa non deve essere una giustificazione. Se il gioco è divertimento e viene fatto responsabilmente, difficilmente si avranno problemi simili.
Mattia Sparagna
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