Avevano iniziato in 7.319 giocatori, ma in fondo all’avventura del Main Event delle World Series of Poker di quest’anno, sono arrivati in 9: i cosìdetti “November Nine”.
Tra gli oltre 7 mila iscritti avevamo 81 nostri connazionali, circa l’1% del totale degli iscritti, eppure siamo riusciti a portare un esponente del nostro poker nel tavolo finale, Filippo Candio. A voler essere precisi e a dimostrazione dell’impresa titanica del 24enne ragazzo di Cagliari, è l’unico europeo ad essere riuscito a piazzarsi tra i primi 9 del Main Event.
A parte Candio e forse Michael Mizrachi, gli altri 7 sono per la maggior parte degli appassionati italiani, dei perfetti sconosciuti. E’ per questo che abbiamo raccolto delle notizie interessanti, per potervi raccontare qualcosa di più su di loro, sui mitici November Nine:
- Jason Senti – 25enne di Minneapolis ha raggiunto il suo primo risultato degno di nota proprio in questa edizione delle Wsop, un21esimo post nel World Championship Heads-Up No Limit Hold’em. Jason, oltre al poker, ha diversi hobbies come la musica (specie quella rock), dato che suona la chitarra in un gruppo: i “Suburban Hero“. Prima di diventare un giocatore di poker, era un ingegnere elettronico. E’ il più corto in chips al tavolo (circa 7 milioni e mezzo), ma non si darà sicuramente per vinto, visto che un precoce double up lo proietterebbe al centro della classifica, ma ancora sotto average.
- Cuong Soi Nguyen – Con i suoi 37 anni è il giocatore più “anziano” al tavolo. Chiaramente di origini vietnamite, ha la nazionalità statunitense. E’ l’unico del tavolo a non considerarsi un giocatore professionista, ma un semi/pro visto che ha un vero e proprio lavoro; nella vita di tutti i giorni Cuong fa il rappresentante di medicinale. E’ ovvio che anche se non dovesse vincere il braccialetto la sua vita sembra aver preso una piega diversa. Nel conto delle chips è il penultimo con i suoi 9 milioni.
- Michael Mizrachi – E’ di sicuro il giocatore più conosciuto e titolato al tavolo. 29 anni di Miami, pur avendo una discreta carriera alle spalle, in questa edizione delle WSOP si è definitivamente consacrato e sembra che Patrik Antonius c’abbia visto giusto, stackandolo in alcuni eventi a cui ha partecipato e raggiunto il premio. Già diversi ITM negli eventi di quest’anno, suggellati dalla vittoria del braccialetto nel Poker Players Championship. Tra le vittorie di quest’anno e quelle delle edizioni passate, il ragazzo americano di chiare origini mediorientali (iraqene precisamente) ha guadagnato ben oltre i 2 milioni di dollari e bisogna ancora aggiungere il premio che deriverà dal piazzamento nel tavolo finale. Ultima curiosità risiede nel fatto che la famiglia Mizrachi è una vera è propria “poker family” con il fratello maggiore Robert, poi Eric (gemello di Michael) e Donnie il più piccolo della truppa che fa il mago di professione. Pur non avendo un deep stack (14 milioni e mezzo) è uno tra i favoriti per la vittoria finale.
- Filippo Candio – Non solo l’unico italiano, ma anche l’unico europeo rimasto in gara. La soddisfazione per noi è doppia, anzi tripla essendo il primo azzurro a riuscire in un’impresa simile. Carattere controverso e non sempre amato per i suoi modi di fare. Spesso forse bersagliato eccessivamente, sopratutto quando venne accusato di comportamento scorretto per aver fatto giocare altre persone con il suo account, cosa che gli costò la cacciata dal Team di PokerStars. La sua rivincita il 26enne cagliaritano l’ha avuta … e che rivincita. Lo stack con il quale inizierà il tavolo finale è di poco inferiore ai 16 milioni e mezzo.
- Matthew Kevin Jarvis – Ha praticamente lo stesso stack di Filippo Candio (solo qualche migliaio di chips in più) ed è uno dei due canadesi presenti al tavolo. 25enne della provincia canadese del British Columbia (nato a Surrey, ora vive a Vancouver) è per lo più un giocatore di poker online, ma non disdegna il live. Prima di essere un giocatore di poker, è uno studente di Businness Management e ama molto guardare film (Rounders, Ocean’s Eleven, Italian Job, Quei Bravi Ragazzi, Casino e Il Gladiatore sono tra i suoi preferiti).
- Jason Racener - Un altro statunitense, 24 anni e originario della Florida. Le sue vincite più grosse le ha fatte registrare nel WSOP Circuit di Atlantic City. La sua specialità preferita è l’HORSE.
- Joseph Cheong – Colui il quale, durante l’ultimo giorno di gara (prima della composizione del tavolo finale) ha subito una “bad beat” proprio contro il nostro Candio. 24 anni sudcoreano di nascita (Seoul precisamente), statunitense d’adozione. A sei anni lascia il suo paese natio per attraversare l’oceano e trasferirsi in California. Ha un diploma in psicologia e studia Matematica ed Economica all’UCSD (Università di San Diego). Prima di questo risultato, mai nessun In The Money alle Wsop. Il suo stack si aggira sull’average (circa 23 milioni).
- John Dolan – Anche lui come Racener, 24enne della Florida e molto conosciuto nell’online più che nel live. E’ riuscito però a piazzarsi a premi in 5 eventi diversi (la prima volta nel 2007, poi due nel 2009 e altri due nel 2010). E’ secondo nel chipcount con oltre 46 milioni di chips.
- Jonathan Duhamel – E’ il chipleader del Final Table, con uno stack di oltre 65 milioni di chips, ma è anche il più giovane della compagnia. 22 anni del Quebec (della cittadina di Boucherville per la precisione). Appassionato e conoscitore dell’alta finanza, mondo che sarebbe stato il suo pane se non si fosse innamorato del poker e non avesse intrapreso la strada da professionista. Oltre a questo importante piazzamento, vanta altri due ITM a queste WSOP e un decimo posto nella tappa di Praga 2008 dell’European Poker Tour.
Mattia Sparagna