Poker Online: Con la fusione tra PartyGaming e Bwin nasce un nuovo colosso

Finalmente è tutto pronto, la tanto attesa fusione si farà, anche se a dir la verità non è stato così semplice.

Pareva infatti che, a causa della lunghezza delle trattative, il preaccordo tra i due colossi potesse saltare e invece quando tutti pensavano allo stop di ogni dialogo o trattativa ecco l’annuncio dell’imminente fusione tra PartyGaming (casa madre di PartyPoker) e Bwin.

Il capitale totale delle due aziende nel 2009 è stato di 682 milioni di euro, mentre i guadagni per lo stesso anno sono, lordi, di 196 milioni. La nuova entità diverrà il più grande gruppo di giochi online quotato in borsa. Bwin sarà l’azionista di maggioranza con il 51,64% delle azioni della nuova compagnia, il restante 48,36% andrà a PartyGaming. La nuova società sarà quotata presso il London Stock Exchange.

Jim Ryan, chief executive di PartyGaming, che con la fusione diventerà co-chief executive (insieme a Norbert Teufelberger di Bwin)  del nuovo polo che nascerà ufficialmente tra qualche giorno, ha dichiarato: “È una grande opportunità di crescita, insieme possiamo creare il più grande gruppo di giochi online al mondo. Le posizioni di vertice nel mercato dei giochi garantite dalle due società, daranno vita a una formula vincente per sfruttare la crescita del mercato”.

Ovviamente non si fermeranno qui le strategie dei due colossi che per insidiare il ruolo di leader mondiale del poker che si dividono PokerStars e FullTilt, avrà bisogno di ingenti somme da investire per pianificare al meglio le proprie strategie. Di sicuro con tale fusione si è venuto a creare il terzo polo dell’e-gaming che c’è in circolazione.

Latitante catturato dopo aver tentato di organizzare partita a poker su Facebook

Un evaso australiano ha dimostrato di amare il poker al punto tale da farne la causa del suo nuovo arresto, mentre era in fuga.

Justin Grant veniva scortato in un vicino ospedale da un carcere Townville dopo aver subito un infortunio alla mano e ha deciso di cogliere l’occasione per scappare, riuscendo a sfuggire agli ufficiali che lo accompagnavano. Tuttavia, non soddisfatto di aver guadagnato, a modo suo, la libertà ha deciso di giocare al gatto e topo con le autorità inviando frequenti aggiornamenti sullo stato di Facebook.

La polizia in questo modo ha avuto gioco facile nel registrare le varie mosse del latitante. E la svolta è arrivato quando Grant ha invitato i suoi amici per una partita a poker sempre tramite il social network. L’uomo si è ritrovato poco dopo accerchiato dalle volanti della polizia, mentre era nel parcheggio di un ristorante fast food nella stessa città da cui è fuggito e ha dovuto ammettere la sconfitta.

Molti sono del parere che il ragazzo era consapevole che non poteva sfuggire all’arresto e che semplicemente voleva divertirsi con le autorità prima di tornare dietro le sbarre.

Un’altra teoria è che non in realtà non fosse Grant ad aggiornare i suoi stati – tra cui quello della partita a poker – su FB, ma un suo conoscente che voleva divertirsi alle spalle del fuggitivo.

Wsop 2010: Ecco i November Nine

Avevano iniziato in 7.319 giocatori, ma in fondo all’avventura del Main Event delle World Series of Poker di quest’anno, sono arrivati in 9: i cosìdetti “November Nine”.

Tra gli oltre 7 mila iscritti avevamo 81 nostri connazionali, circa l’1% del totale degli iscritti, eppure siamo riusciti a portare un esponente del nostro poker nel tavolo finale, Filippo Candio. A voler essere precisi e a dimostrazione dell’impresa titanica del 24enne ragazzo di Cagliari, è l’unico europeo ad essere riuscito a piazzarsi tra i primi 9 del Main Event.

A parte Candio e forse Michael Mizrachi, gli altri 7 sono per la maggior parte degli appassionati italiani, dei perfetti sconosciuti. E’ per questo che abbiamo raccolto delle notizie interessanti, per potervi raccontare qualcosa di più su di loro, sui mitici November Nine:

- Jason Senti – 25enne di Minneapolis ha raggiunto il suo primo risultato degno di nota proprio in questa edizione delle Wsop, un21esimo post nel World Championship Heads-Up No Limit Hold’em. Jason, oltre al poker, ha diversi hobbies come la musica (specie quella rock), dato che suona la chitarra in un gruppo: i “Suburban Hero“. Prima di diventare un giocatore di poker, era un ingegnere elettronico. E’ il più corto in chips al tavolo (circa 7 milioni e mezzo), ma non si darà sicuramente per vinto, visto che un precoce double up lo proietterebbe al centro della classifica, ma ancora sotto average.

- Cuong Soi Nguyen – Con i suoi 37 anni è il giocatore più “anziano” al tavolo. Chiaramente di origini vietnamite, ha la nazionalità statunitense. E’ l’unico del tavolo a non considerarsi un giocatore professionista, ma un semi/pro visto che ha un vero e proprio lavoro; nella vita di tutti i giorni Cuong fa il rappresentante di medicinale. E’ ovvio che anche se non dovesse vincere il braccialetto la sua vita sembra aver preso una piega diversa. Nel conto delle chips è il penultimo con i suoi 9 milioni.

- Michael Mizrachi – E’ di sicuro il giocatore più conosciuto e titolato al tavolo. 29 anni di Miami, pur avendo una discreta carriera alle spalle, in questa edizione delle WSOP si è definitivamente consacrato e sembra che Patrik Antonius c’abbia visto giusto, stackandolo in alcuni eventi a cui ha partecipato e raggiunto il premio. Già diversi ITM negli eventi di quest’anno, suggellati dalla vittoria del braccialetto nel Poker Players Championship. Tra le vittorie di quest’anno e quelle delle edizioni passate, il ragazzo americano di chiare origini mediorientali (iraqene precisamente) ha guadagnato ben oltre i 2 milioni di dollari e bisogna ancora aggiungere il premio che deriverà dal piazzamento nel tavolo finale. Ultima curiosità risiede nel fatto che la famiglia Mizrachi è una vera è propria “poker family” con il fratello maggiore Robert, poi Eric (gemello di Michael) e Donnie il più piccolo della truppa che fa il mago di professione. Pur non avendo un deep stack (14 milioni e mezzo) è uno tra i favoriti per la vittoria finale.

- Filippo Candio – Non solo l’unico italiano, ma anche l’unico europeo rimasto in gara. La soddisfazione per noi è doppia, anzi tripla essendo il primo azzurro a riuscire in un’impresa simile. Carattere controverso e non sempre amato per i suoi modi di fare. Spesso forse bersagliato eccessivamente, sopratutto quando venne accusato di comportamento scorretto per aver fatto giocare altre persone con il suo account, cosa che gli costò la cacciata dal Team di PokerStars. La sua rivincita il 26enne cagliaritano l’ha avuta … e che rivincita. Lo stack con il quale inizierà il tavolo finale è di poco inferiore ai 16 milioni e mezzo.

- Matthew Kevin Jarvis – Ha praticamente lo stesso stack di Filippo Candio (solo qualche migliaio di chips in più) ed è uno dei due canadesi presenti al tavolo. 25enne della provincia canadese del British Columbia (nato a Surrey, ora vive a Vancouver) è per lo più un giocatore di poker online, ma non disdegna il live. Prima di essere un giocatore di poker, è uno studente di Businness Management e ama molto guardare film (Rounders, Ocean’s Eleven, Italian Job, Quei Bravi Ragazzi, Casino e Il Gladiatore sono tra i suoi preferiti).

- Jason Racener - Un altro statunitense, 24 anni e originario della Florida. Le sue vincite più grosse le ha fatte registrare nel WSOP Circuit di Atlantic City. La sua specialità preferita è l’HORSE.

- Joseph Cheong – Colui il quale, durante l’ultimo giorno di gara (prima della composizione del tavolo finale) ha subito una “bad beat” proprio contro il nostro Candio. 24 anni sudcoreano di nascita (Seoul precisamente), statunitense d’adozione. A sei anni lascia il suo paese natio per attraversare l’oceano e trasferirsi in California. Ha un diploma in psicologia e studia Matematica ed  Economica all’UCSD (Università di San Diego). Prima di questo risultato, mai nessun In The Money alle Wsop. Il suo stack si aggira sull’average (circa 23 milioni).

- John Dolan – Anche lui come Racener, 24enne della Florida e molto conosciuto nell’online più che nel live. E’ riuscito però a piazzarsi a premi in 5 eventi diversi (la prima volta nel 2007, poi due nel 2009 e altri due nel 2010). E’ secondo nel chipcount con oltre 46 milioni di chips.

- Jonathan Duhamel – E’ il chipleader del Final Table, con uno stack di oltre 65 milioni di chips, ma è anche il più giovane della compagnia. 22 anni del Quebec (della cittadina di Boucherville per la precisione). Appassionato e conoscitore dell’alta finanza, mondo che sarebbe stato il suo pane se non si fosse innamorato del poker e non avesse intrapreso la strada da professionista. Oltre a questo importante piazzamento, vanta altri due ITM a queste WSOP e un decimo posto nella tappa di Praga 2008 dell’European Poker Tour.

Mattia Sparagna

WSOP 2010 Main Event Day 6: 78 giocatori ancora in gara, con soli 2 italiani

Main EventUn Day 6 ricco di emozioni quello di questo Main Event delle World Series of Poker. Partiti in 205 arrivano al Day 7 solo in 78.

Appena si “aprono le danze” l’action è frenetica con le prime eliminazioni tra cui, purtroppo, quella del nostro Alessandro Speranza che perde un colpo sfortunatissimo. Joseph Cheong con Ap 8p rilancia da cutoff fino a 85k, il nostro connazionale decide per il push con Ac Kp e viene sorprendentemente chiamato dall’avversario. Al flop scende un asso ma anche un 8 che ribalta la forte situazione di vantaggio che aveva Speranza; né turn, né river fanno giustizia e così Alessandro esce in 197esima posizione con un premio da 48.847$.

Un altro italiano, Nicolò Calia, riesce prima a risollevarsi dalla situazione di short stacking in cui si trovava portandosi quasi a metà dell’average, ma poi viene eliminato in 170esima posizione perdendo un coinflip contro Jonathan Driscoll: 7-7 per l’italiano, A-8 suited per l’oppo. Calia esce in 170esima posizione guadagnandosi un altro bel piazzamento e un premio da 57.102$.

Per quanto riguarda gli altri, da segnalare l’eliminazione di un sicuro protagonista (e doppio campione del Main Event nell’88 e nell’89), cioè Johnny Chan. Il giocatore di origini cinesi perde due mani che lo eliminano dal torneo: la prima contro il russo Alexander Kostritsyn i due si trovano all-in preflop con A-A per “PostFlopAction” e K-K per Chan, il board è bianco e così “Orient(al) Express” crolla sotto average. La mano decisiva però la perde contro il canadese Driscoll (colui che ha eliminato Calia) e ancora una volta un cooler a condannare il cinese: A-A per l’oppo J-J per lui. Niente sul board e così viene eliminato in 158esima posizione assicurandosi un premio da 57.102$.

Altri eliminati eccellenti sono Phil “OMGClayAiken” Galfond, Robert Mizrachi, Tomer Berda, Breeze Zuckerman (l’ultima donna del Main Event), Juha Hellpi (eliminato dal nostro Giovanni Dirienzo)  e Jean Paul Kelly.

Quando sembravamo avvicinarci alla fine della giornata e portare tre giocatori (ancora in pieno average) al Day 7 perdiamo forse il più forte tra quelli rimasti (anche se per arrivare a quel punto tutti sono sullo stesso livello). Flavio “confiteor” Ferrari Zumbini eliminato in 95esima posizione e così assicurandosi un premio da 67.422%. Una grande soddisfazione comunque quella di arrivare tra i primi cento del Main Event WSOP, con un field così numeroso.

La giornata, a parte l’eliminazione di Zumbini, finisce bene visto che gli ultimi due italiani in gara incrementano notevolmente il loro stack: Gianni Dirienzo chiude in 34esima posizione con 2.2 milioni di chips, mentre Filippo Candio è in 13esima posizione con oltre 5 milioni di chips.

Domani inizia il Day 7 con 78 giocatori a sfidarsi ancora per un posto nella storia. Intanto questi i primi 10 posti della chiplead:

1.  Theo Jorgensen DAN 9.300.000
2.  Michael Mizrachi USA 7.535.000
3.  John Racener USA 7.200.000
4.  Jonathan Driscoll CAN 6.570.000
5.  William Thorson SWE 6.525.000
6.  Matthew Jarvis CAN 6.125.000
7.  Edward Ochana USA 5.950.000
8.  Alex Kostritsyn RUS 5.715.000
9.  Cuong Nguyen USA 5.650.000
10. Joseph Cheong USA 5.555.000

Infine una nota curiosa e statistica, dopo l’eliminazione di Breeze Zuckerman (intorno alla 120esima posizione) nessuna donna è più in gioco per il braccialetto, dunque questo che per alcuni poteva essere l’anno giusto per una grande prova di una donna (magari vincendo anche il braccialetto) è stato sotto molti punti di vista un fallimento per il movimento femminile e non solo per quanto riguarda il Main Event, ma per tutta la manifestazione.

WSOP 2010 Main Event Day 5: Ancora 5 italiani in gara, ma il leader è un giovane canadese

wsop2010E’ il giovane canadese Evan Lamprea il giocatore che comanda la classifica di questo Main Event delle World Series of Poker 2010. Tra i 574 players (tra cui 9 italiani) sopravvissuti al Day 4 spiccavano nomi del calibro di Johnny Chan, Alex Kostrytsin, Praz Bensi, Tony Dust (che guidava la classifica) e molti altri.

I giocatori, visti i bui alti, sono entrati subito in azione e ci sono stati i primi eliminati importanti, tra cui il russo Yevgeniy Timoshenko, Fabrice Soulier ed Eric Buchman.

Prima della fine del 18esimo livello, quando i players left sono poco più di 500 vengono eliminati in successione due italiani: Alessandro Pompei (541esimo e 24.079$) e Marco Baldini (517esimo 27.519$).

In 463esima posizione (con un premio da 27.519$) esce anche Jason Mercier. Il franco canadese ha avuto difficoltà ere tutta la giornata e quando aveva recuperato il suo stack è arrivato un brutto colpo di Michael Mizrachi a smontare le sue pile di chips in un sol colpo (la sua amarezza si poteva leggere sul suo facebook).

Dopo si susseguono le eliminazioni importanti: Evelyn NG, Brandon Cantu, Vanessa Selbst e Sam Farha su tutti. Quando siamo intorno alla 400esima posizione vengono eliminati anche Isaac Baron,  Cole South, Vitaly Lunkin, Iikka Tahkokallio, Praz Bansi e il nostro Paolo Giovanetti (36.463$ per lui).

La giornata termina con 205 players left, l’average di pochissimo superiore al milione di chips e con ben 5 italiani ancora in gara:

81.  Filippo Candio   1.055.000
82.  Flavio Ferrari Zumbini   1.042.000
86.  Gianni Direnzo    1.021.000
165. Gianluca Speranza 454.000
192. Nicolo Calia 275.000

Per i nostri dunque c’è ancora da sperare, con tre giocatori pienamente in average, Speranza si riporterebbe in media con un double-up, l’unico davvero in difficoltà sembra Calia ma sappiamo che in ogni momento potrebbe risollevarsi e darci grandi soddisfazioni.

Il chipcount ufficiale come detto vede il giovane canadese Evan Lamprea come chipleader:

1.  Evan Lamprea   3.564.000
2.  Michael Skender   3.527.000
3.  Joseph Cheong   3.357.000
4.  Duy Le    3.186.000
5.  Theo Jorgensen    3.088.000
6.  Bryn Kenney    2.902.000
7.  Matt Affleck    2.896.000
8.  Alexander Kostritsyn    2.564.000
9.  Johnny Chan 2.559.000
10. Sebastian Panny    2.442.000

Mattia Sparagna

WSOP 2010: Iniziato il Day 4 con un field da 1204 players

Main EventCominciato da poche ore il Day 4 del Main Event di queste World Series of Poker. Il field iniziale è di 1204 players, ma ormai siamo intorno ai mille giocatori rimasti in gara.

Tra i players più famosi, eliminati in questo Day 4 ricordiamo Annie Duke (sorella di Howard Lederer), Barry Shulman, Kathy Liebert e alcuni altri. Già nel Day 3 c’erano state importanti eliminazioni tra cui quelle dei “campioni del mondo”:  Jim Bechtel (vincitore del Main Event nel 1993), Joe Cada (2009) e Chris Moneymaker (2003).

Gli altri campioni rimasti in gara e che in questo momento si stanno dando battaglia sono Scotty Nguyen (1998), Dan “Action” Harrington (1995), Johnny Chan (1987/1988) e Robert Varkonyi (2002).

Tra i primi 20 posti nel chipcount segnaliamo: Adam Levy, il nostro Filippo Candio, il norvegese Johnny Lodden, Alexander Kostritsyn, il danese Jesper Hougaard, Cole South e Johnny Chan.

Questi i primi 5 posti del chip count, con relativo stack:

1. Duy Le   1,040,000
2. Benjamin Straate   930,000
3. Matthew Brown   880,000
4. Bartolome   850,000
5. Matt Affleck   847,000

Mattia Sparagna

Isildur1: Il vero nome è Christian Alfsen?

question markL’indiscrezione arriva dal forum TwoPlusTwo e precisamente da un thread creato dall’utente mavs123 che dice:  “Stava giocando un torneo da 750.000$ garantiti su FullTilt Poker, mancavano 500 giocatori e lui aveva uno stack di 29.000 chips“. Raccontata la situazione, l’utente copia la chat tra un osservatore del tavolo, tale _MrTV_ e proprio Isildur1.

Il curioso osservatore, ad un certo punto, gli chiede “Mi confermi che sei Viktor Blom?”. La risposta non è immediata, prima c’è l’esortazione di un altro osservatore, un certo AKarazamov che consiglia ad Isildur1 di non rispondere. Poco dopo accade l’inaspettato, Isildur1 risponde in chat e scrive “Il mio nome è Christian Alfsen“, al che segue un ‘silenzio‘ rotto solo da Sergeant_Silo che gli da un ‘buona fortuna’ e da _MrTV_ che chiude la conversazione con un misto tra freddezza e stupore “oooh ok“.

Che sia vera o no, questa storia sta già scatenando l’impossibile in rete. Isildur1 è uno abituato a far parlare di se ed era davvero tanto che non si sentiva nulla su di lui, probabilmente avrà colto la palla al balzo per attirare, per un attimo, l’attenzione del mondo del poker (attualmente impegnato a seguire il Main Event delle World Series of Poker o la Bellagio Cup VI del World Poker Tour).

Per come abbiamo imparato a conoscerlo, in tutti questi mesi, non crediamo sia questo il modo in cui sveli la sua identità, senza alcun preavviso, senza alcun proclama. Poi c’è addirittura chi obietta sulla veridicità della chat copiata visto che quello era un torneo multitable da oltre 3.000 iscritti e sembra davvero strano che Isildur1 abbia deciso di partecipare ad un evento del genere.

Per il momento, con niente di ufficiale tra le mani, ci tocca solo aspettare e ragionare col beneficio del dubbio. Questa era solo un’indiscrezione, niente di più e nulla di meno, vedremose e quando Isildur1 deciderà di farsi vedere in pubblico; ma se quel giorno dovesse arrivare siamo sicuri che anche allora i dubbi resteranno.

Mattia Sparagna

WSOP 2010: L’eroe di Jacksonville prova a vincere le WSOP

wsop2010Questo è proprio il caso di dire che “Volere è Potere“. Donald Vann, un uomo americano sulla quarantina, che a causa di un incidente in acqua (successivo ad un tuffo) è costretto ormai da 10 anni a vivere su una sedia a rotelle e quasi totalmente impossibilitato al movimento.

Donald, originario di Jacksonville in Florida, è un amante del poker e grazie ad una serie di satelliti giocati sulla piattaforma di FullTilt Poker, si è guadagnato l’ingresso nel Main Event delle World Series of Poker e ha superato brillantemente le prime due giornata di eliminazione.

Forse vi starete chiedendo come sia possibile che un uomo quasi del tutto paralizzato su una sedia a rotelle possa giocare a poker. La risposta è “semplice”: oltre alla grande forza di volontà, Donnie, come viene chiamato dagli amici, può contare sull’aiuto della sua infermiera che alza le carte per mostrargliele e agisce per conto di Vann; se lui dice che bisogna puntare lei prende la pila di chips equivalente e la mette nel piatto, se decide di foldare l’infermiera getta le carte e così via, per ogni tipo di azione.

Donnie ha preso parte al Day 1B chiudendo in 869esima posizione con 17.500 chips a sua disposizione. A sorpresa l’americano è riuscito a superare anche il Day 2 e stanotte si appresterà a prendere parte al Day 3 e a continuare nel suo sogno di poter arrivare a premio, o magari di vincere  l’ambito braccialetto, che quest’anno potrebbe avere un valore ancora più grande.

Mattia Sparagna

WPT – Bellagio Cup VI: Jennifer Tilly vince il side event

Jennifer TillyE’ conosciuta ai più per essere un’attrice e per essere la compagna di un grande giocatore come Phil Laak e pur prendendo parte ad alcune puntate in format tv come Poker After Dark, non è mai stata considerata tra le giocatrici più forti del circuito (ma sicuramente tra le più belle).

Ora però i “detrattori” della bella attrice americana dovranno rivedere il proprio giudizio su di lei. Infatti nella notte scorsa la Tilly ha vinto il side event da 5.000$ della Bellagio Cup VI, che anticipava l’inizio del Main Event.

Certo il field non era tra i più competitivi, essendo comunque un evento che si va ad accavallare al Main Event delle World Series of Poker, ma la vittoria della Tilly, che porta a casa un cifra pari a 124.000$, non va per questo sminuita. Anzi, Phil Laak che è stato il primo a dare la notizia con il suo Twitter, scrivendo: “”Holla! My girl just shipped the 5k Bellagio! Max ship. Max joy“, facilmente traducibile come un “Salve! La mia ragazza ha appena vinto il 5k Bellagio! Grande vittoria. Grande gioia“.

Ed è proprio così, una gioia molto grande sopratutto per lei che stava attraversando un periodo difficile, pieno di sconfitte e dal quale non riusciva a tirarsi fuori, basti pensare che dopo la vittoria al Ladie’s Event delle WSOP nel 2005 (che con 158.000$ di premio è ancora la sua vincita più alta di sempre) non ha collezionato più risultati di rilievo.

Queste le prime 9 posizioni del torneo (con relativo premio in denaro):

1 Jennifer Tilly – $124,455
2 Danny Yousefzadeh – $112,528
3 Dmitry Vitkind – $97,040
4 Mark Entwistle – $34,044
5 Robbie Verspui – $27,661
6 Rodger Johnson – $21,278
7 Ray Qartomy Sugar – $14,894
8 Michael Friedrich – $10,639
9 Alexander Gomes – $8,511

Stanotte inizierà il Main Event di questa tappa della nona stagione del World Poker Tour.

Marcel Luske “spagnolo” per un giorno

Marcel Luske con la maglia della nazionale spagnolaIeri avevamo parlato della prop bet fatta dallo spagnolo Carlos “El Matador” Mortensen e l’olandese Marcel “L’olandese volante” Luske. I due si erano sfidati, durante la conferenza stampa di presentazione della Bellagio Cup (un torneo creato dal circuito World Poker Tour), in un semplice heads-up che però avrebbe costretto il perdente della sfida a vedere la finale dei Mondiali di Calcio (che si giocherà stasera) con addosso la maglia della nazionale del suo avversario.

Ad uscire vincitore dalla simpatica scommessa è stato lo spagnolo che ha così costretto Luske ad indossare la maglia della nazionale spagnola non solo per tutta la durata della partita, ma anche durante tutto il Day 1 della Bellagio Cup (il cui buy-in è di 10.000$).

La suddetta coppa arriva alla sesta edizione ed è stata vinta l’anno scorso dal brasiliano Alex Gomes che prevalse su un field di 268 giocatori, portandosi a casa un premio da 1.1 milione di dollari.

Da ammirare lo spirito dei due che hanno deciso di stemperare gli animi per una finale che vale molto per tutte e due le nazionali, riuscendo anche a “smaltire” la delusione per il Main Event delle World Series of Poker finito troppo precocemente per entrambe.