Isildur1: il periodo di pausa non l’ha cambiato

isildur1-million-dollars1E’ ormai certo, Isildur1 è ritornato a grindare pesante sui tavoli high stakes di FT. Ad accorgersene sono stati anche i suoi avversari, addirittura alcuni di loro  hanno dovuto quasi inchinarsi alla furia improvvisa e senza preavviso con cui Isildur si è ripresentato.

Uno di quelli che ne ha fatto le spese (e crediamo con gusto doppio per il “player senza nome”) è Brian Hastings. Isildur crediamo non abbia ancora dimenticato ( e non pensiamo riuscirà mai a farlo) come in una sola notte il CardRunner in questione, probabilmente aiutato anche da altri membri del team, sia riuscito a sfilargli oltre 4 milioni di dollari.

La scorsa notte l’americano è stato dominato dallo svedese ai tavoli di Pot Limit Omaha $300 / $600, probabilmente quelli che più si confanno alle caratteristiche di Isildur1. Certo la sessione non è stata da record come altre a cui eravamo abituati quando c’era di mezzo lo stesso player svedese, ma aver chiuso con mezzo milione (circa) di attivo, per lui sembra essere stata una buona, ma pur sempre parziale, rivincita su Hastings.

Il “ritorno” di Isildur1 però non è segnato solo dall’azione sui tavoli, ma anch da quella in chat contro i suoi avversari. La chiacchierata più “interessante” la fa con Tom durrrr Dwan, una delle sue vittime predilette (specie all’inizio della sua storia ai tavoli di hig stakes). La bagarre che scoppia in chat è successiva ad un piatto molto grosso che Isildur1 porta a casa, con troppa facilità probabilmente, vista la mossa, quantomeno azzardata, di Dwan di seguirlo in un all-in con una doppia coppia mentre sul board c’erano 3 carte legabili a scala.

Dopo aver vinto questo sostanzioso piatto, Isildur chiede “candidamente” di spostarsi dal PLO al NLHE (sempre con gli stessi bui, 300$/600$). Dwan però si mostra molto infastidito da questo e comincia ad accusare Isildur di voler sempre andar via (l’americano usa il termine “to quit“) ogni volta che si trovi in vantaggio ai tavoli di PLO. Isildur1 risponde seccato a queste basse insinuazioni del suo avversario e il battibecco continua fino a quando Isildur1 decide di fermarsi (anche se temporaneamente).

Certo i nervi tesi li avevano tutti e due, Isildur1 probabilmente aveva ancora in mente le parole dette da Dwan sul suo conto, nel blog personale dello stesso americano. Durrrr aveva etichettato Isildur1 come un buon giocatore, ma comunque un “grinder” e quindi alla lunga gli avrebbe ridato tutti i soldi indietro, con gli interessi ovviamente.

Tom, dal canto suo, non poteva aver già riemarginato la ferita dovuta all’arrivo dello sconosciuto giocatore, che gli ha tolto molti soldi e rovinato parte importante della sua carriera, era arrivato forse proprio quando egli stesso stava toccando il punto più alto. In più lo stesso Dwan, poco prima di quella sessione aveva perso molti soldi anche contro Gus Hansen.

Quindi i motivi per un alterco in chat c’erano tutti. Siamo sicuri che le cose non finiranno qui, né in chat, né al tavolo.

Mattia Sparagna

Cash Games Online: Brian Hastings in gran spolvero

03_cardrunners24h1In questi ultimi giorni, ai tavoli high stakes, si è assistito a delle “prove di forza” di due CardRunners. Il primo è Brian Hastings (per capirci colui che ha spillato oltre 4 milioni di dollari in una sola sessione ad Isildur1) che ha vinto 427 567 $(in 1188 mani giocate); l’altro è Cole South che dopo aver giocato 589 mani ha portato a casa un guadagno di 308 780$.

Oltre ad aver vinto le somme più elevate, tenendo in considerazione gli ultimissimi giorni, Hastings si è reso protagonista di sessioni vincenti contro due “ossi duri” come Ilari ziigmund Sahamies e Gus Hansen, dai quali ha ricevuto gran parte del suo guadagno. South invece ha vinto il piatto di giornata più elevato, contro uno che solitamente non si lascia sfuggire queste occasioni, ma che attualmente sta attraversando un periodo davvero grigio, Patrik Antonius.

Il terzo nella classifica dei guadagni è uno che ormai si è piazzato in quelle posizioni da diversi giorni e non sembra voler cedere il passo PostflopAction, al secolo Alexander Kostritsyn. Il russo, con le sue 1573 mani giocate, è uno tra i più attivi e porta a casa un guadagno di 235 601$.

Tra i più perdenti troviamo i tre scandinavi di cui abbiamo già parlato sopra e l’americano Tom durrrr Dwan che vince il primato, poco invidiabile, del giocatore con il passivo più elevato -358 257$ (e 2339 mani giocate).

Mattia Sparagna

High Stakes: Patrik Antonius e il suo crollo nell’ultima settimana

high_stakes_db_logo1Sono due i nomi clou dell’ultima settimana di gennaio, ai tavoli high stakes. Il finlandese Patrik Antonius è colui che più di tutti ha perso denaro, una debacle inaspettata se solo si pensa che proprio lui era stato il re di questi tavoli in tutto il 2009.

Una “discesa libera ” che già lo aveva colpito due settimane prima, ma dalla quale aveva saputo reagire e riprendersi. Questa volta il suo downswing è ancora più pesante, l’ex istruttore di tennis ha perso (nel giro di 5 giorni) ben 1.259.258$ (71 sessioni e 5824 mani giocate). Quella cifra è riferita a tutte le varianti disponibili, ma le sue perdite sono state riportate tutte nelle sessioni di Pot Limit Omaha (addirittura perdendo circa 100.000$ in più rispetto alla cifra sopra indicata, che però sono stati recuperati in alcune sessioni di H.O.R.S.E. fixed limit).

Nella classifica delle perdite, alle spalle di Antonius troviamo un’altra “sorpresa”, non di certo uno abituato a vedere il segno meno vicino al suo bankroll. Phil Ivey ha perso, sopratutto nella seconda parte della settimana, 443.641$ (in appena 14 sessioni e 622 mani). A differenza del collega finlandese, le sconfitte sono state riparte equamente tra PLO e HORSE FL.

Subito dietro ad Ivey, si piazza in terza posizione John “world1969” Hennigan, il quale (giocando 117 sessioni e 1694 mani) perde 411.062,69$, persi quasi tutti quanti a HORSE FL. Altro personaggio non abituato a “bazzicare” nei bassifondi della classifica è Brian Hastings che perde una cifra più contenuta rispetto agli altri, 166.788,60$ (persi quasi totalmente a HORSE FL).

Se ci spostiamo ai piani alti della classifica invece notiamo che, se la sorpresa della settimana in negativo è stato Antonius, quella in positivo è sicuramente Alexander “PostflopAction” Kostritsy, il quale guadagna  1.133.634,75$ (in 277 sessioni e 11756 mani). Il giovane russo per tutto il mese ha avuto un andamento costante, che oscillava poco sotto o poco sopra lo 0, ma nell’ultima settimana la curva dei guadagni si è improvvisamente impennata. Kostritsy ha dimostrato, almeno nell’ultima settimana, di prediligere la specialità dell’HORSE FL (nella quale ha vinto oltre 800.000$), al PLO (dove si è fermato “solo” a 295.000$ circa).

Anche un altro russo ha fatto registrare un ottimo guadagno, infatti NEKOTYAN (con 377.207,99$ vinti giocando 52 sessioni e 5142 mani) si piazza in terza posizione in questa speciale classifica. Tra i due sovietici si insinua uno che ha bisogno di riprendersi dopo un periodo passato spesso ad occupare le ultime posizioni. Tom durrrr Dwan vince questa settimana 514.267,50$ (vinti in larga parte a PLO). Altro che abbisognava di una ripresa dopo un “periodo nero” era Gus Hansen, il quale guadagna 365.813,85$, vincendo tanto ad HORSE (più di mezzo milione) ma perdendo circa 200.000$ a PLO.

Menzione particolare va fatta alla settimana di Ilari ziigmund Sahamies il quale è riuscito nell’impresa di giocare 11 sessioni e 2221 mani a PLO vincendo 1.137.089,50$, che sono stati quasi totalmente persi nelle 109 sessioni e le 4181 mani giocate ad HORSE FL.

C’è sempre da divertirsi ai tavoli high stakes e ci sono sempre cose nuove da “imparare”.

Mattia Sparagna

E’ illegale fare il professionista in Danimarca

DenmarkFlagSembra un’assurdità ma a quanto afferma il Poker Professionist Player danese Jesper Hougaard diventare un professionista in Danimarca (comunque patria di personaggi famosi come Gus Hansen) è un’attività contra legem. Il vincitore del “£1,500 No Limit Hold’em” alle WSOPE del 2008 ha affermato, in un’intervista rilasciata alla rivista Bluff Europe, che sarebbe illegale, per la legislazione vigente in Danimarca, diventare un professionista del poker.

Hougaard dichiara testualmente “La polizia potrebbe venire da me, chiedermi i dati di accesso e confiscarmi tutte le vincite perché è scritto nei vari regolamenti che questa è un’attività illecita“. Tutta questa vicenda, che ha dei contorni molto sfumati, è venuta fuori perché un pò di tempo fa un uomo che viveva con l’assegno di mantenimento è stato trovato in possesso, nel suo appartamento, di una somma di oltre 30.000 $.

Le autorità hanno chiesto da dove provenisse quella somma e l’uomo ha candidamente detto che erano frutto di giocate online (specificatamente poker), ma questa è una risposta troppo vaga che evidentemente non è piaciuta né alla polizia né al Giudice che ha dunque rispolverato una legge vecchia quasi cento anni (pare infatti che risalga al 1911) che molto vagamente, vieta di possedere delle somme di denaro importanti che non provenghino da attività chiare e certificate.

Ora la situazione diventa difficile da sbrogliare, perché anche se sembra quasi impossibile una campagna persecutoria verso i tantissimi giocatori online che ci sono in Danimarca, questo potrebbe però far iniziare un’escalation di provvedimenti che limitino molto le poker room nazionali e dunque il gioco online per i danesi.

Lo stesso Hougaard ha riguardo ha detto che ha già deciso di trasferirsi per poter giocare liberamente senza correre il rischio che tutto ciò che vinca (o una parte) venga confiscato dalle autorità nazionali.

Dunque pare facile capire che non è solo l’Italia che vive una situazione di ambiguità, anzi forse nell’online siamo tra le nazioni europee meglio attrezzate (cosa che purtroppo non possiamo dire per il live).

Mattia Sparagna

Ultima settimana dell’anno degli High Stakes di FullTilt

high_stakes_action_full_tiltL’ultima settimana dell’anno dei tavoli high stakes di FullTilt poker si è rivelata una settimana molto scialba. Probabilmente ha fatto la sua parte per questo cattivo risultato anche la defaillance di domenica dei server della poker room. In un altro articolo avevamo parlato delle ottime prestazioni, in questa settimana, di Eli Elezra e UgotaBanana, ma in quest’articolo parliamo di alcune curiosità che hanno caratterizzato questi ultimissimi giorni degli high stakes.

Oltre ad essere stata una settimana “scialba” (senza cioè né grosse vincite né grosse perdite) è stata anche una settimana “strana” nel senso che tra i giocatori che hanno chiuso in attivo annoveriamo 2 famosissimi personaggi che in questo 2009 hanno perso e non poco. Il primo è Tom durrrr Dwan che è arrivato primo nella classifica dei vincitori della settimana appena conclusa (che va dal 21 al 28 dicembre) con un guadagno complessivo di circa 400 mila euro; al quarto posto un altro dei più negativi dell’anno, Gus Hansen (+172 mila), anche se lo stesso giocatore danese aveva assicurato che si sarebbe preso una pausa e che avrebbe aspettato l’anno nuovo per ricominciare a giocare. Oltre a queste “particolarità” della parte alta della classifica, ci sono delle stranezze anche in fondo alla stessa.

Se infatti spulciamo gli ultimi posti noteremo che tra i 10 più perdenti della settimana ci sono James Akenhead (-82 mila $), OMGClayAiken (-89 mila $), Brian Hastings (-102 mila $) ma il giocatore più perdente dell’ultima settimana dell’anno è proprio colui che ha vinto più di tutti in quei tavoli, Patrik Antonius (-257 mila $).

Finisce così l’anno degli high stakes di FullTilt, probabilmente i tavoli cash game online più seguiti al mondo.

Mattia Sparagna

Patrik Antonius: 2009 da incorniciare

patrik-antonius-old-lookIn questo 2009 il giocatore finlandese si è finalmente consacrato. Che Patrik Antonius, fosse un ottimo giocatore era risaputo, ma per diventare un campione, uno tra i giocatori più temuti e rispettati del circolo, beh aveva bisogno di dimostrazioni forti, quelle che ha dato quest’anno.

Il 2009 per il “bell’Antonio” è significato un profitto di oltre 7 milioni di dollare, e mancano ancora 2 mesi alla fine dell’anno, si possno fare ancora cose egregie.

Oltre al profitto, sono impressionanti anche il numero delle mani giocate, quasi 150 mila (risulta essere il terzo in questa classfica dietro a Gus Hansen e Tom Dwan che sono in grave perdita in questo 2009) tutte giocate a livelli altissimi, contro i migliori del mondo.

Antonius ha già stracciato il record personale che risale allo scorso anno (non raggiunse nemmeno il milione e mezzo di guadagni) e continuando così riesciurà  a superare quello di Phil Ivey del 2008 (che raggiunse 7milioni e 355 mila dollari).

Patrik è ormai un giocatore completo, quest’anno ha fatto registrare vincite al THE e al PLO, ma ultimamente si è affacciato ai Mixed Game, vincendo somme molto alte.

Chissà se ora, raggiunto questo grande traguardo, Antonius non si dedichi completamente al “durrrr Challenge” che lo vede indietro.

Mattia Sparagna

High Stakes: ottobre mese calmo

High Stakes PokerIl mese di ottobre sui tavoli di High Stakes online si è assistito ad un periodo di relativa calma.

Fino a poco tempo fa questi tavoli erano pieni zeppi di VIP player, che un appassionato poteva trovare con una certa facilità. il calo delle presenza e delle mani giocate da questi è da ricercare in più fattori.

Uno dei motivi fondamentali  è che su questi tavoli i players si trovano a vincere o perdere somme discrete nel giro di poco tempo e forse alla fine delle stagione è quasi automatico ed istintivo “tirare i remi in barca”. Chi vince tende a fare un ragionamento conservativo, chi è in perdita non vorrebbe ulteriormente inguaiarsi sperando di riprendersi nell’anno nuovo.

Players con trand negativi come Gus Hansen, ziigmund” Sahamies o Lars Luzak, nell’ultimo periodo sono poco visibile sui tavoli di High Stakes. Ma anche chi si trova ad attraversare periodi più positivi (Brian Townsend e OMGClayAiken) tende a giocare molto di meno rispetto a prima.

Uno che ha visto un 2009 con alti e bassi, con vincite e perdite di denaro stratosferiche è Tom Dwan. Il famoso durrrr, pur giocando ancora con una discreta continuità, gioca di meno rispetto al suo solito.

Ha influito molto anche il fatto che, non raramente, alcuni degli highstakers più assidui si sono affacciati a varianti diverse (come ad esempio l’HORSE).

Quindi possiamo dire che una generica motivazione, della diminuzione di presenze ai tavolo High Stakes, non c’è.  I motivi sono molteplici e da ricercare su più fronti, il fatto eclatante è solo che la diminuzione c’è stata ed è più che sensibile.

Chissà che proprio le vacanze di Natale non diano una scossa giusta al movimento, per riaccendere il motore dei tavoli di HSP.

Peter Eastgate accusato di essere “una signorina”

petereastgateLa Short Stack Strategy, è un modo di giocare di giocatori cash, che si siedono ad un tavolo con uno stack ridotto, aspettando la mano giusta per giocarsi tutto e doubleuppare. Questa strategia è seguita spesso da un’altra abitudine, più o meno “sportiva, che è detta hit and run (letteralmente “colpisci e scappa”).

Sembrerebbe una pratica subdola che solo i rounder di basso livello praticano, ma invece non è così visto che uno tra i fautori di questa strategia è l’australiano Mark Vos, ma è capitato anche ad altri (ad esempio Gus Hansen).

Ultimo in ordine di tempo a cadere nella tentazione di prodursi in una pratica più o meno sportiva è stato Peter Eastgate (vincitore di 9.000.000 di dollari nel 2008 grazie al trionfo nel Main Event delle WSOP, seguito da altri risultati più o meno importanti).

Sembra assurdo ma qualche giorno fa Eastgate si è seduto ad un tavolo cash online (bui 200$/400$) con appena 20 big blind (cioè 8.000$). Si è scontrato con un certo “FiSHeYe1984” e dopo pochissime mani, il danese, è riuscito a raddoppiare e stupendo il suo avversario ha abbandonato il tavolo.

Dopo poco (probabilmente dopo aver versato i circa 8 mila dollari appena vinti), Peter si risiede contro lo stesso avversario. Anche questa volta il campione uscente del Main Event delle WSOP si accomoda con il minimo, scatenando la rabbia, l’ironia e il sarcasmo dell’avversario che comincia a prenderlo in giro scrivendo in chat frasi tipo: “ma scusa, non hai milioni di dollari? perchè allora fai ‘hit and run’ come una ragazzina?“, candidamente Eastgate si limita ad un laconico “Per farli durare di più (riferendosi ai milioni ndr)”.

Decisamente contrariato FiSHeYe1984 risponde domandandosi se sia mai possibile che un campione del mondo attuali la S.S.S. e gli dice: “Almeno siediti al tavolo con i soldi che ho perso e dammi la possibilità di rivincerli“. La risposta Eastgate la da, chiudendo il tavolo e non rientrando più.

Questa situazione (che ripetiamo non è la prima) da lo spunto per due riflessioni: una su Eastgate e l’altra sulla pratica dello S.S.S. e sull’hit&run.

Riguardo al danese, già in precedenza c’era chi si è accorto di una “particolarità” del gioco di Eastgate ai tavoli cash, specie dopo la sua partecipazione ad High Stakes Poker. C’è chi afferma che, in quella circostanza, avrebbe giocato “scared money“, ovvero palesemente preoccupato di giocare cifre a cui, perlomeno in una singola mano, non era  abituato.

Questo suo atteggiamento ha indispettito molti (sia nel circuito, che tra gli appassionati), ma invece c’è chi dice che, il campione delle WSOP 2008,  sta cercando di gestire la vincita derivata anche grazie alla fortuna e per questo non è da biasimare, anzi è un atteggiamento intelligente e umile che non tutti evidentemente sono capaci di fare.

Mattia Sparagna

Una volta quando Scacchi e Backgammon …

backgammon-classicForse non molti sanno che prima dell’avvento del Texas Hold’em in Europa, i giochi di strategia che andavano per la maggiore erano il Backgammon e gli Scacchi.

Il primo parecchio giocato nei Casinò, sede famosissima di grandi tornei di backgammon era l’hotel Loews (ora Hotel Fairmont) nella cui sala ottagonale, la famigerata Salle d’Or, si sfidavano i più grandi giocatori del mondo della specialità, che si davano battaglia non solo per decretare il migliore ma anche per gli alti premi messi in palio.

Ma anche gli scacchi avevano un discreto successo e non c’erano solo le famosissime sfide tra Kasparov e Karpov, ma una serie di tornei (chi più chi meno importante) che venivano disputati nell’anno.

Ora questi giochi di grande abilità sono diventati degli hobbies, dei passatempo o comunque relegati a causa dell’invasione del THE.

Non bisogna snobbarli però e non si deve minimamente pensare che siano giochini per bambini, anzi molti dei grandi giocatori di poker si sono formati tramite la pratica del backgammon (uno su tutti Gus Hansen)  e degli scacchi (Dan Harrington ha più volte dichiarato che il poker è troppo sottile ed effimero se paragonato agli scacchi).

La scomparsa graduale ma repentina di questi giochi dal palcoscenico europeo dei giochi di abilità che contano, è stata dovuta all’invasione dell’ormai famosissimo “poker texano”, ma il tutto è stato accelerato anche dall’avanzamento tecnologico e dalla crescita di internet.

Già di suo il poker, essendo più emozionante e adrenalinico dei precedenti giochi di strategia partiva avvantaggiato; infatti gli scacchi sono un gioco di pura abilità e strategia ma che, potremmo dire, difettano di emozione e adrenalina, cioè la troppa scientificità del gioco “appiattisce” lo svolgersi delle azioni; diversa la situazione del backgammon che ha una componente aleatoria e di rischio(che manca negli scacchi) come il poker, ma è deficiente per quanto riguarda la pratica del bluff.

Altro fattore che ha aiutato il poker a diventare così famoso è che l’incertezza vaga comunque al tavolo, è possibile infatti che uno sconosciuto (qualificatosi con una serie di freeroll) si qualifichi ad un evento principale e lo vinca (aiutato anche da una dose di fortuna e da una giornata di grazia). Tutto questo è impensabile nel backgammon e ancora di più negli scacchi.

La tecnologia e l’innovazione informatica hanno dato il colpo di grazia ai due “lenti” parenti del poker. Poiché i software e di backgammon sono praticamente perfetti, eccellenti. E’ impensabile ormai giocarci contro.



Mattia Sparagna

EPT London: Day 1-b fuori Minieri

Un grande successo per il Day 1-b di questo EPT di Londra. Oltre 400 iscritti (25 italiani) e non sono mancate le sorprese, vista la presenza, ad esempio, di Tom Dwan, notoriamente poco incline a questo tipo di manifestazioni (probabile che si fosse iscritto per poi partecipare a qualche tavolo cash interesante nei dintorni).

L’americano del New Jersey non andrà moltolontano; putroppo stesso destino per il nostro Dario Minieri che ancora una volta non riesce a fare un buon piazzamento in un grande evento come l’Ept. Periodo sfortunato o meno, certo è che il giovane romano sta perdendo colpi negli ultimi mesi.

Il cheepleader del torneo è un giovanissimo semisconosciuto tedesco (Sonninger) che ha accumulato oltre 320000 chips. Lo segue a ruota Jeff Lisandro (italo-australiano) in gran spolvero ha un ritardo, in chips, di circa 50000 sul tedesco.

Da annoverare tra le sorpes, positive per noi italiani, l’ottima prova di Alessandro Lusso che chiude con un ottimo piazzamento (settimo alla fine) e con uno stack da non sottovalutare (160300).

Parlando in generale degli altri italiani non possiamo evitare di evidenziare, oltre  all’ottima prova di Lusso, anche quelle Longobardi e Pescatori; l’italino più attardato è David Coser (che si presenterà al Day-2 con uno stack minimo). Due eliminazioni “importanti” tra gli italiani e cioè quelle di Salvatore Bonavena (che, eliminato da “superbaldasBaldassarri, non si è ancora riuscito a ripetere dopo a straordinaria vittoria del braccialetto nel Main Event dell’EPT dello scorso anno) e un giovane emergente come Sergio Castelluccio.

Non sono mancati colpi di scena ed eliminazioni a sorpresa, per i VIP plyer. Oltre a quella, per altro preventivabile di “durrrr“, registriamo quella di Gus Hansen

Da oggi si farà sul serio, verranno uniti i 189 reduci del Day-1b ai 129 superstiti del giorno precedente (EPT-Logo), per un totale di 318 players.

La bolla è prevista a 104 e il montepremi (di oltre 3 milioni di sterline) ha prodotto questa struttura dei premi i primi 10:

1 £850,000
2 £530,000
3 £285,000
4 £227,000
5 £173,000
6 £124,000
7 £87,000
8 £50,100
9-10 £38,000

fino ad arrivare agli ultimi 8 posti pagati (97-104) che riceveranno un premio di 7,500£.

Mattia Sparagna