Poker online: in Italia è un affare in altri paesi un reato punibile con la morte

divieto_thumb21Se il poker online, in Italia e altri paesi occidentali, è un vero e proprio business che rappresenta diversi punti percentuali del Prodotto Interno Lordo; non si può dire lo stesso in altri paesi (sopratutto quelli asiatici).

Se ad esempio puntiamo la lente di ingrandimento verso il gigante cinese ci renderemo presto conto di come il potere cerchi in ogni modo di combattere il gioco online. In realtà reprime la popolazione anche in modi peggiori, ma sentire che chi gioca d’azzardo può rischiare addirittura la pena di morte sembra davvero paradossale. Ma è così dal 1997 quando il gioco d’azzardo e la corruzione vengono assimilati ai reati punibili con la pena capitale.

Certo sembra assurdo anche perché in un altro articolo avevamo parlato dello sviluppo del poker online in Cina (visto che anche alcuni giochi online di strategia sono stati vietati apertamente), del suo forte sviluppo e di come una potenza del genere (che conta una popolazione che supera ben oltre il miliardo) potesse trasformare e dare una nuova linfa al gaming online. E’ evidente dunque che la questione ha i suo lati oscuri è certo però che nel solo 2008 le esecuzioni per reati riconducibili al gioco d’azzardo sono state quasi 6.000.

Anche in altri paesi asiatici, come ad esempio quelli islamici (Pakistan, Arabia Saudita, Iran etc…), la situazione è molto simile. La cosa che purtroppo fa quasi sorridere (perché sembra incomprensibile) è come sia possibile che in questi paesi l’omicidio venga paragonato al gioco d’azzardo, oltretutto riservando la pena di morte a chi si macchia di simili reati.

Uno degli ultimi paesi a prendere provvedimenti verso il gioco d’azzardo è l’Indonesia. In particolare nella provincia di Aceh questo reato, insieme al consumo di alcool, viene punito “solo” con 100 frustate.

Mattia Sparagna


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