Poker live: il Governo si prepara ad intervenire
La notizia è stata pubblicata dal sito agicops.it e la questione assume (come dice lo stesso quotidiano online) i contorni dell’auspicio più che dell’indiscrezione.
Il poker live in Italia potrebbe subire un nuovo intervento normativo. Usiamo il condizionale perché è una possibilità , ma non ancora una certezza perché il regolamento tanto desiderato dagli appassionati, non sembra essere così bene voluto dagli organi giuridici che dovrebbero emanarlo. Infatti sia l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, sia lo stesso Ministero degli Interni e il Consiglio di Stato, che dovrebbero approvare il disegno di legge, non sembrano riuscire a trovare una linea comune che soddisfi tutti gli attori della vicenda. Il problema sta nei vincoli posti dalla norma di legge (articolo 24, commi 27 e28, della legge 14 luglio 2009, n. 88).
Creare ed emanare un regolamento soddisfacente e sostenibile dal punto di vista economico è una missione che sembra davvero impossibile. Dell’ipotesi di una regolamentazione da parte dell’AAMS ne parlano tutti, dai giocatori (professionisti e non) ai gestori dei locali e dei circoli dove prima era legale giocare, fino ad arrivare agli esperti di settore che dichiarano che “giocare in un circolo regolamentato dall’Aams sarà sconveniente per tutti“.
Questa situazione di stallo ha dato vita ad una sola questione: si è assistito infatti al proliferare di bische (o quantomeno di circoli che organizzavano comunque tornei sapendo di essere nell’illegalità e sapendo di correre un rischio) oppure la formazione di “oasi felici” dove si poteva giocare in tranquillità perché c’era il beneplacito delle questure.
“Si rende necessario un altro intervento normativo a livello generale” è la dichiarazione di Giovanni Carboni, un esperto in materia. Poi lo stesso prosegue “Se il regolamento avesse soddisfatto tutti gli attori in causa sono certo che Aams non avrebbe di certo perso tutto questo tempo e, quanto meno, avremmo potuto iniziare a lavorare almeno su una bozza, perfettibile, ma pur sempre pubblica e messa a disposizione degli operatori“.
A ben analizzare le parole di Carboni e la questione in generale della situazione del poker live, non si capisce come sia possibile che una bozza di regolamento inviata al Ministero degli Interni, circa un mese e mezzo fa (parole di Antonio Tagliaferri, direttore giochi di AAMS), non sia ancora stato inviato al Consiglio di Stato, per la verifica finale con relativa ratifica. E’ evidente dunque che qualcosa non ha soddisfatto qualcuno; ma cosa? Questa è una domanda che non ha una risposta certa.
Il problema è solo riguardante a quella questione normativa che abbiamo detto sopra, oppure c’è altro? Per il momento non ci è dato sapere quando si sbloccherà la situazione, possiamo solo augurarci (come sempre) che questa si risolva al più presto.
Mattia Sparagna
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