Poker live: è boom
Abbiamo dedicato un articolo all’EPT e la sua crisi riguardante il numero degli iscritti. Ma se il fenomeno dei tornei live viene visto nella totalità , i risultati saranno ben diversi.
Basta porre l’attenzione sulla prima tappa del circuito WSOP, stagione 2009-2010. L’evento di Texas Hold’Em, che si teneva a Chicago ha visto la partecipazione di oltre 1.400 giocatori (300 in più rispetto a quelli che si iscrissero nella prima tappa della passata edizione). Il successo è da attribuirsi sopratutto alla cifra del buy-in, di 385 $. Niente di astronomico se si pensa alle cifre folli dell’EPT.
Forse ha influito anche la febbre del tavolo finale che ha acceso le speranze e le voglie di moltissimi appassionati. Questa edizione è stata la più “affollata” di sempre (il record resisteva da oltre 3 anni).
Il pro 23enne Josh Shmerl si è aggiudicato il braccialeto e la sostanziosa somma (se paragonata alle poche cintinaia di dollari investite) di 79.000 $.
In Europa ha fatto faville, per quanto riguarda il numero degli iscritti, il Boylepoker International Poker Open. Torneo con un buy-in di 250 $ che ha generato, grazie ai suoi 1440 iscritti, un montepremi di 350.000 $. Il torneo, tenutosi in Irlanda, è ora quello con affluenza maggiore al di fuori degli Stati Uniti, battendo il record del Caribbean Adventure 2009 (1347 iscritti).
Il vincitore dell’evento è stato il tedesco Markus Sippe che ha così vinto 62.500 $. E’ curioso vedere come al torneo, oltre a partecipare semplici appassionati (invogliati dall’economicità del buy-in), hanno partecipato anche pro di primo livello come Surinder Sunar ed Andy Black.
Quindi se da un lato l’Ept (probabilmente a causa dei buy-in troppo elevati e di una politica da rivedere), in questo periodo trova un calo delle iscrizioni, il movimento poker live in generale ha visto un incremento considerevole delle partecipazioni.
Mattia Sparagna
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