Phill Hellmuth non ha dubbi: è ancora lui il numero uno

phil-hellmuthE’ un Phill Hellmuth diverso, quello che leggiamo nell’intervista rilasciata a PokerPlayer UK. Il campione vuole lasciarsi alle spalle un 2009 in cui non solo, non è riuscito a centrare alcun final table alle World Series of Poker, ma ha anche perso del denaro, prima volta assoluta per lui che figura quarto nella all time money list poker.

Lo statunitense si dice sicuro della sua rinascita, in virtù di una preparazione specifica che sta facendo con un mental coach, che però non è Tony G, il quale qualche tempo fa si era proposto proprio per questo ruolo per aiutare il suo “amico”. Hellmuth è convinto di riprendersi perchè nel texas hold’em rimane comunque il numero uno, più forte dei vari Doyle Brunson, Patrik Antonius, Phil Ivey e Tom Dwan, sia nei tornei sia nel gioco cash. La sua certezza si basa su un dato: nessuno come lui è riuscito a vincere 11 braccialetti alle WSOP. Oltretutto, ha aggiunto, dal 1990 ad oggi ha regolarmente battuto tutti i più forti e adesso non ha alcuna intenzione di smettere.

A 44 anni ha ancora tempo per vincere, difatti Hellmuth ha spiegato che un giocatore di poker non può essere paragonato agli atleti di altri sport costretti dopo un po’ a ritirarsi e che la vocazione per il tavolo verde lo accompagnerà per tutta la vita, motivo per il quale ha dichiarato di voler vincere altri 13 braccialetti. Infine, rivolgendosi a chi non lo considera il numero uno a texas hold’em, ha avvertito che se mai quest’anno si troveranno al tavolo contro di lui, si accorgeranno del contrario.

Mario Di Bona


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