Patrik Antonius parla di Isildur1

patrik-antonius-500pixIn una lunga intervista rilasciata a Phil Gordon, per FullTilt Academy, l’asso finlandese dell’high stakes, Patrik Antonius, rilascia importanti e interessanti dichiarazioni. L’accento viene posto sopratutto su Isildur1, ma non è solo di questo che si parla.

Antonius è ormai da anni sulla cresta dell’onda, ma sembra che piano piano riesca sempre a migliorare, anche da quando è diventato un top player affermato, basti pensare che da un pò di tempo riesce a battere anche limiti discreti in varianti come il 7-game.

Gordon parte subito chiedendo una prima impressione su Isildur1 e Antonius ammette che inizialmente questo nuovo personaggio che si muoveva ai “piani alti” degli high stakes, gli sembrava uno dei soliti che stava tentando un colpo (uno “shot”), magari di fortuna, per far parlare di se e perché no, restare a quei livelli per un pò di tempo. Comunque le prime apparizioni non furono straordinarie visto che perse immediatamente oltre mezzo milione di dollari proprio contro il finlandese. Però, ammette Antonius, da allora ha sempre migliorato il suo gioco, costantemente è diventato più bravo e più veloce.

Proprio sulla velocità di azione e di pensiero Antonius dice la sua; afferma che Isildur1 inizialmente non giocava più di 2 tavoli e ora si trova a giocare ,e addirittura vuole che si giochi contro di lui, con almeno 3 tavoli aperti, anche ai limiti più alti. Addirittura fu emblematica una sessione per lo “svedese senza volto” che giocava, ai limiti più alti, 3 tavoli contro Antonius, 3 contro Ivey e 2 contro Dwan … quasi disumano. Ma l’ex istruttore di tennis finlandese dichiara di non essere un amante di questo tipo di azione, dice di andare in seria difficoltà con troppi tavoli aperti e non potrebbe giocare con più di 3 tavoli attivi.

Gordon, vista la predisposizione al dialogo di Antonius, prova a  strappargli più dichiarazioni possibili e allora chiede al finlandese cosa pensi in generale di Isildur1. La risposta è decisa, come per ogni cosa che fa, Antonius afferma che, come detto prima, ogni giorno che passava migliorava sempre di più, non riusciva a ben capire come potese succedere, ma era evidente che era così. Il suo gioco era difficile da gestire anche per i migliori, aveva imparato una quantità di modi diversi di giocare al tavolo. Tutto ciò che faceva era improntato però sull’aggressività e quando si trovava in vantaggio forzava la mano forte del suo stack; ma questo se da un lato era la sua arma, dall’altro era anche la sua debolezza perché una volta sotto cominciava a diventare overaggressive e il suo gioco diventava quasi sconclusionato, con pazienza si sarebbe riusciti a sfilargli molti soldi.

Ora l’intervistatore è curioso di sapere se Antonius pensa che Isildur1 dopo la batosta contro Hastings possa risalire. La risposta è quasi scontata, Antonius giustamente non può sapere la reale proporzione del bankroll di Isildur1, è facile pensare che andava oltre i 4 milioni che ha perso l’altra notte, tant’è che lo si è visto giocare già la notte successiva ai tavoli 200$/400$, che non sono quelli più alti, ma che comunque hanno bisogno di un bankroll solido per essere battuti.

Proprio sulla questione del bakroll management Antonius tiene a chiarire una cosa; afferma che probabilmente per molti questo tipo di approccio viene inteso come una regola fissa, ma questa non esiste è tutto soggettivo e relativo. Ad esempio uno studente di college ha bisogno di un bankroll diverso da un lavoratore anche se batte gli stessi livelli. Ma comunque in linea di massima è importante costruirsi passo dopo passo un bankroll solido in modo da poter battere limiti sempre più alti, proprio Antonius dice di essere cresciuto così.

Ultime considerazioni sono sull’auspicio  che Isildur1 torni il prima possibile, anche perché, secondo Antonius, è attualmente uno dei maggiori esponenti dell’heads-up ai tavoli high stakes.

Mattia Sparagna


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