Di sicuro quando 2, massimo 3, anni fa si pronunciava la parola poker a tutti veniva in mente quello a 5 carte; quello che per anni è stato il poker per antonomasia, in poco tempo è stato soppiantato dal Texas Hold’em.
La nuova variante proveniente dagli Usa, presentava delle caratteristiche, differenze e particolarità che ora tutti conosciamo. Sappiamo quanto adesso il THE sia diventato popolare, ma è importante notare che con la sua affermazione tutti quei giochi simili o derivanti ne traggono beneficio essi stessi.
Uno di questi è proprio l’Omaha che è una variante del poker che si è sviluppata nello stato americano che porta il suo nome (inutile star qui a ripetere tutta la storia dello sviluppo negli USA) e che da poco tempo in Italia (prima in Europa) sta cominciando ad espandersi e a trovare terreno fertile per una diffusione che potrebbe essere per il gioco stesso molto produttiva.
Come il THE anche l’Omaha presenta 5 carte comuni (distribuite nella medesima maniera), ma le carte private non sono 2 ma quattro. Di queste ultime però il giocatore può usarne soltanto due in modo da creare la miglior combinazione possibile con altre 3 carte di quell comuni.
Proviamo a fare un banale esempio, alla distribuzione ci vengono consegnate le quattro seguenti carte:
e il flop che viene girato presenta anche l’altro asso del mazzo
, non possiamo in alcun modo fare poker d’assi, ma il nostro sarà soltanto un tris.
A differenza del THE l’Omaha è un gioco in cui la Starting Hands va studiata maggiormente e la possibilità di chiudere i punti è molto maggiore rispetto proprio all’Hold’em, è proprio per questo che se nel Texas Hold’em è il No Limit ad essere preferito, nell’Omaha si confà di più il limite (di solito quello del piatto), da cui deriva il Pot Limit Omaha.
Come abbiamo detto è una variante che sta sviluppandosi pian piano anche grazie ai giocatori professionisti italiani che si misurano anche in altre specialità. Tra i migliori esponenti di questa specialità ci sono Max Pescatori (vincitore anche di un braccialetto alle WSOP, primo fra gli italiani ad intraprendere la strada di questo gioco con successo) e Dario “Ryu” Alioto.
Per cercare di avvicinarvi ai livelli di questi due grandi esponenti che abbiamo in Italia ci sono anche dei libri che vi vengono in aiuto, libri che con ogni probabilità anche loro hanno letto approfonditamente: Pot Limit Omaha di Slotboom e Advanced Pot-Limit Pmaha: Small Ball and Short-Handed Play di Hwang.
Mattia Sparagna