Mike Matusow: “La Bocca” del circuito

matusow-56-poundsMike Matusow (detto “the mouth”) nasce a Los Angeles il 30 Aprile del 1968. Lo stile di gioco di Matusow è molto aggressivo, a volte quasi irrispettoso nei confronti degli avversari, specie per i suoi comportamenti al tavolo. E’ appunto soprannominato “the mouth” (la bocca) perché è un chiacchierone, al tavolo non sta mai zitto, lo fa non solo per il semplice piacere di parlare, ma soprattutto per innervosire e distrarre gli avversari.

Fin da giovane Mike aveva una passione per il poker, ma comincio ad imparare e quindi a giocare ad un certo livello quando ebbe la possibilità di lavorare in un importante Casinò, dove poté guardare da vicino, e di conseguenza imparare molto, i grandi del poker.

In qualche intervista Matusow ha detto più di una volta che il poker per lui è stata quasi una salvezza, che lo ha allontanato da una vita alquanto frenetica. Più di una volta Mike (anche negli ultimi anni) si è ritrovato implicato in qualche situazione non propriamente limpida, è stato in carcere più di una volta (spesso per affari con la droga): Chi lo conosce bene lo descrive come una persona emotiva e buona, forse troppo ed è per questo che a volte si è trovato nei guai.

Eppure è un inguaribile pasticcio, che non sa fare altro che ficcarsi nei guai (spesso per sua colpa) tant’è vero che spesso si dice che lui sia vittima della “Matusow Meltdown” (il disastro di Matusow).

Soffermandoci più sulla parte tecnica del giocatore non possiamo esimerci dal dire che Mike è comunque un gran giocatore, uno tra i migliori del circuito nell’ Omaha (in tutte le sue varianti). Il suo primo grande risultato viene registrato in un evento delle WSOP del 1997 dove si classifica secondo nell’Omaha Eight or Better. Ma la vera vincita che gli permise di svoltare non la fece grazie alle sue capacità, ma grazie ad un intuizione. Aiutò Than “Scotty” Nguyen, un suo amico vietnamita (che poi divenne un grande giocatore professionista) e gli prestò circa 3.000 $ per pagargli l’iscrizione al Main Event delle WSOP del 1998; intuizione geniale visto che Nguyen vinse l’evento e corrispose la terza parte della somma vinta a Mike, come da accordi (oltre    300.000 $). Nel 1999 arrivò primo ad un evento di No Limit Hold’em delle WSOP e quinto a quello dell’Omaha 8 or Better.

Nell’anno seguente Mike vince a Las Vegas l’evento di Omaha Hi/Lo al Carnivale of Poker III e piazzandosi al tavolo finale nelle specialità di Limit Omaha Hi/Lo e 7 card Stud Hi/Lo alle WSOP ed infine vince l’ USPC (United States Poker Championship)

Nel 2002 conquista il secondo braccialetto alle WSOP vincendo nel Omaha Hi/Lo. L’anno dopo nei vari eventi delle WSOP centra due tavoli finali ed un 15esimo posto sempre nel NL Hold’em.

Il 2004 è un anno che Mike non dimenticherà facilmente, non tanto per le vittorie al tavolo verde (che comunque si susseguono abbastanza frequentemente) ma a causa di una triste vicenda. Matusow viene arrestato e condannato a 6 mesi di carcere per essere stato sorpreso mentre cerca di acquistare cocaina da un poliziotto infiltrato. Dopo questo brutto episodio, che nolente o dolente lo segna, ricomincia a giocare, sembra con una carica maggiore.

Nel 2005 riesce a centrare due grandi piazzamenti che gli permettono di vincere una somma di circa 2.000.000$ grazie ad un nono posto nel Main Event delle WSOP nel NLH e una vittoria del Tournament of Championship.

L’ultima vittoria degna di nota risale al 2008 e gli permette di vincere il suo terzo braccialetto alle WSOP nella variante del No Limit 2-7 Draw w/Rebuys (contro l’italiano Jeff Lisandro).

Ma il soprannome di “the mouth” non gli è stato affibbiato a caso, è per questo che Mike è ricordato non solo per le sue vittorie, ma anche per le sue chiacchierate “amichevoli” con i suoi avversari al tavolo; famoso l’astio che con Greg Raymer, a tal punto che quest’ultimo non gli stringe più la mano ogni volta che Mike gliela porge.

Essendo così loquace, Full Tilt non solo permette di sfidarlo, ma addirittura da la possibilità di parlare con lui in diretta, conoscendolo non gli dispiacerà.

Mattia Sparagna


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