L’onorevole Di Pietro sostenitore della campagna anti-gioco

di-pietroL’onorevole Antonio Di Pietro, prendendo in cosiderazione delle ricerche del CNR che hanno evidenziato che il gioco può portare a dipendenza come l’alcool o il fumo, sta prendendo ferme posizioni contro ogni tipo di gioco d’azzardo.

Le parole di Di Pietro, scritte nel suo blog personale, sono chiare e perentorie “Non voglio con questo precludere la libertà di un cittadino di poter scommettere o meno. Sto dicendo che al cittadino non può essere venduto il gioco come miraggio di vincite milionarie e come alternativa ad una vita basata sul lavoro e sulle proprie capacità. Le norme in materia di gioco e scommesse vanno equiparate a quelle sul fumo in termini pubblicitari, ossia ne dovrebbe essere proibita la promozione.

Nella sua dichiarazione, dopo aver usate termini più pacati continua con più durezza “Il gioco d’azzardo é illegale. E comunque anche quello considerato ‘non d’azzardo’, attraverso il quale lo Stato percepisce entrate fiscali da capogiro, è un’indecenza“.

A questo punto, l’onorevole, entra nello specifico prendendo in cosiderazione alcuni dati “Con oltre 53 miliardi di euro di raccolta, questo business costituisce una percentuale vicina al 4% del Pil nazionale: rappresenta la terza industria del Paese. Le entrate dello Stato derivanti dalla raccolta sono lievitate dai 3,5 miliardi di euro del 2003 ai 7,7 miliardi del 2008, con un tasso di crescita complessivo del 121,1%. A giocare di più sono individui tra i 25 ed i 44 anni e oltre i 65, questi ultimi pensionati. In Italia il gioco d’azzardo si sta diffondendo e sta avendo un impatto fortemente negativo su numerose fasce sociali: da quella degli studenti, che compromettono la riuscita dei propri studi, ai pensionati che finiscono in mezzo ad una strada, alle unioni familiari distrutte per il ‘vizietto’ di mamma e papà“.

Certo dal discorso del leader dell’ IDV si evince che si fa riferimento di più ai giochi di azzardo puro (come il lotto o i gratta&vinci), ma se si legge il tutto in una visione più ampia anche le  scommesse sportive o il poker vengono messi sotto accusa.

E’ una questione comunque difficile da gestire e a cui si deve trovare una soluzione e in questo senso, secondo il mio parere, fa bene Di Pietro a parlarne (anche a volte in maniera provocatoria). Però non è possibile mettere sullo stesso piano persone che giocano e spendono cifre (non modiche) per tentare la fortuna col lotto, il Superenalotto o i Gratta&Vinci e chi invece gioca non solo per il gusto di giocare, ma studia, si informa, applica tattiche e strategie che dunque non hanno nulla a che vedere con l’azzardo al 100%.

Mattia Sparagna


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