La situazione del poker live in Italia
Da quando la legge comunitaria è entrata in vigore in Italia e ha reso illegali ogni tipo di torneo o sessione di poker live (anche il cosidetto poker sportivo) al di fuori dei 4 Casinò italiani, la situazione si è andata pian piano “ingolfando” sempre di più. Inizialmente non si riusciva nemmeno bene a capire cosa potesse succedere a tutto il movimento nazionale e i punti di domanda erano molti. Inutile star qui a ripetere le numerose “iniziative” (che purtroppo tali sono rimaste) messe in piedi dagli appassionati, per cercare di far smuovere qualcosa.
Si è poi passati al periodo in cui sono state autorizzate le questure a prendere provvedimenti contro chi avrebbe violato la comunitaria (che fu seguita da un provvedimento emanato dal Viminale), vennero apposti i primi sigilli ai locali in cui si continuava a giocare dal vivo e furono inoltrate le prime denunce verso chiunque si ostinasse ancora a praticare un gioco, ormai, illegale a tutti gli effetti. Tale provvedimento venne inasprito, circa 4 mesi fa, dalla cosiddetta “tolleranza zero” e cioè quando venne redatta una lista di giochi proibiti, tra cui venne inserito il poker, in modo che le pene furono inasprite e i controlli aumentati.
Dopo tutto questo (e molto altro ancora) ci si aspettava una risoluzione, anche se non in tempi brevi, almeno non in tempi esageratamente lunghi, ma appena le cose sembravano sbrogliarsi (ricordiamo i vari decreti del Ministro Brambilla) dopo poco si ritornava nella palude dell’immobilismo.
Ora però, dopo che per tanto tempo molti appassionati hanno sperato in una regolamentazione da parte di AAMS, in concerto con il Governo, la situazione sembrerebbe vicina ad un “netto miglioramento” perché sembra che ci sia la volontà da parte di AAMS e il Ministero degli Interni di varare questo “benedetto” regolamento.
Antonio Tagliaferri, direttore dei giochi di AAMS, ha dichiarato che il regolamento sta per essere definito in tutti i suoi punti e manca davvero poco perché sia varato. Sulla “bontà” e l’effettiva chiarezza del regolamento lo stesso direttore mette le mani avanti “Secondo la normativa vigente (articolo 24, commi 27 e28, della legge 14 luglio 2009, n. 88) è davvero impensabile per AAMS poter fare un regolamento che accontenti tutti, bisognerebbe avere poterei soprannaturali. Dunque non fate una colpa ad AAMS se il regolamento non sarà pienamente soddisfacente“.
Tagliaferri continua che la norma presenta limiti non superabili se non attraverso un ulteriore intervento normativo. I concessionari, visto che il potenziale di mercato è molto interessante (diciamo, per prudenza, almeno pari a quello del bingo) farebbero bene ad promuovere una azione verso il Parlamento sollecitando l’introduzione dei cambiamenti necessari. L’impresa non è così ardua perché le istituzioni stesse dovranno comprendere che questi cambiamenti sono opportuni.
Per essere più chiari possiamo dire che tra i problemi e gli ostacoli a cui si riferisce il Direttore per i Giochi di AAMS, risiedono in primis nel divieto “per gli organizzatori di prevedere più tornei nella stessa giornata e nella stessa località” che costituisce un grave ostacolo alla realizzazione di una offerta commercialmente sostenibile.
Altro problema risiede nel passaggio in cui la norma affida al regolatore la determinazione dell’“importo di modico valore” da adottare. Ma cosa sarebbe questo modico valore, chi lo determina e secondo quali parametri? C’è chi si è schierato con l’indicazione del Ministero degli Interni, secondo cui il buy-in massimo è di 30€. Ma anche se l’Amministrazione riconoscesse che il contesto di gioco regolato affidato a concessionari dello Stato legittima una interpretazione meno restrittiva, con l’adozione ad esempio dell’importo massimo pari a € 100 (che gli atti citati peraltro considerano ammissibile in determinate circostanze) o addirittura dell’importo massimo adottato nel caso dell’online, tale coraggio non sarebbe comunque sufficiente a produrre un regolamento adeguato. Ci sono infatti difficoltà normative più ardue da affrontare.
Altro problema può essere quel “divieto di fine di lucro” a cui sarebbero imposti gli organizzatori, che però par bene utile capire che è una parte della norma che può essere superata e sarebbe meglio se modificata per non creare confusione. L’ostacolo fondamentale a riguardo sarebbe invece nella mancata indicazione del regime impositivo da adottare, che costringerà il regolatore a ricorrere o meglio a rimandare alle disposizioni comuni in materia di imposte sui redditi, le quali prevedono una ritenuta sui premi e sulle vincite (articolo 67, TUIR; articolo 30, DPR 600 del 1973), da applicare nella circostanza anche al caso del poker sportivo, pari al 25% dell’ammontare corrisposto in vincita al giocatore. Ma vien da sé che ciò non potrebbe bastare, o meglio non sarebbe congruo alla situazione.
In definitiva dunque la norma consente di regolare tornei che prevedono una restituzione al giocatore pari al 60% della raccolta, dovendo prevedere oltre alla tassa un rake netto del concessionario di circa 15%, salvo lavorare in perdita.
Per fare un pò il punto su quello che accade oggi nei Casinò, e per capire bene cosa potrebbe succedere nei circoli italiani, un rake pari al 10% dell’importo del buy-in netto, o meno (esempio: € 130+20). Nei circoli i giocatori erano abituati a giocare con un rake totale pari a non più del 20% ( esempio: € 50+10). Però tutto questo iter normativo potrebbe portare ad un offerta di tornei con un rake totale superiore al 50% del buy-in netto; per capirsi, del tipo: 10+10 se il limite massimo fosse pari a 30 euro.
Ora provate ad immaginare questa situazione: dopo tanta attesa viene definito e pubblicato il regolmaneto, il quale prevede un rake pari al 50% del buy-in … sarebbe una conclusione assurda della vicenda. Non potrebbe risultare ammissibile, nemmeno uno degli appassionati potrebbe accettare ciò, dunque sarebbe più intelligente e furbo pensare ad una soluzione (almeno per quanto riguarda l’imposta sul rake) più congrua e che non sia un pretesto per spillare ancora più soldi a noi giocatori.
Ora staremo a vedere sui prossimi sviluppi della vicenda.
Mattia Sparagna
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