La difficile situazione del poker live in Gran Bretagna
Come spesso accade nel mondo del poker, essendo un gioco diffuso in maniera preponderante negli USA e in tutto il “Vecchio continente“, quando ci sono problemi (di solito normativi) vengono condivisi in quasi tutto il mondo. E’ quello che sta capitando sia con l’online (anche se noi in Italia, a differenza di molte altre nazioni siamo qualche passo avanti e addirittura c’è chi “studia” la nostra situazione e regolamentazione per trovare spunto) che con il live (dove siamo tra le nazioni più “indietro” sotto questo aspetto.
Ma è ovvio che come si è evoluto il poker molte cose non possono rimanere invariate e devono necessariamente cambiare. E’ ad esempio il caso della situazione che sta vivendo la Gran Bretagna. Specificatamente nel Regno Unito la situazione che riguarda le tasse per il poker sta dando qualche problema.
Tra i vari giochi da Casinò, il poker ha sempre avuto una tassazione “speciale”, un regime fiscale diverso rispetto agli altri. La differenza veniva giustificata col fatto che il poker, a differenza della quasi totalità degli altri giochi, non prevedeva la sfida col banco, ma si giocava “tutti contro tutti” e dunque il Casinò stesso investiva o “metteva a rischio” niente rispetto a quello che poteva capitare al Black Jack o alla Roulette. In pratica era come se il Casinò mettesse a disposizione la location, il tavolo con il dealer (e non il croupier) e nient’altro, dunque veniva da se che la “tassa” da pagare era minoritaria rispetto al resto dei giochi.
Purtroppo però sembra che proprio i Ministri della Regina stiano adottando un testo di legge che renda univoca la tassazione per tutti i giochi, senza tener conto di quella differenza spiegata prima, che era il giusto principio, secondo cui il poker non pagava quanto gli altri giochi.
Se dovessero passare tutti gli emendamenti della proposta e quindi la tassazione dovesse aumentare, siamo sicuri che le poker rooms e le card rooms (sono così chiamati quei locali che noi qui in Italia siamo soliti definire come circoli o associazioni ricreative) si attiveranno per far valere i propri diritti.
Già tempo fa in Inghilterra ci fu un problema analogo che riguardava sempre la tassazione o meglio il recupero di una parte dell’iva sulle spese di equipaggiamento. Addirittura anche la storica card room di Nottingham, qualche mese fa, fu vicina alla chiusura. La Dusk Till Dawn rischio seriamente di chiudere i battenti e ora a causa di questo provvedimento, potrebbe ricevere il “colpo di grazia” che sancirebbe la chiusura di questa e tante altre poker room.
Mattia Sparagna
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