Ivey rifiuta i coin flip di Sahamies
A volte far decidere completamente alla sorte chi debba vincere un piatto con diverse migliaia (o decine di migliaia) di dollari è una pratica usata raramente ma che comunque esiste nei tavoli cash di molte poker room.
Abbiamo ancora nella mente la notizia dei 27 coinflip (dal valore per ogni singolo coinflip di 12.000$) che hanno giocato OMGClayAiken e Vaga_Lion.
Come abbiamo detto, non è usuale vedere due giocatori sfidarsi così, ma, in verità, non è nemmeno troppo raro. Questo tipo di “gioco” viene fatto sopratutto a livelli leggermente più bassi dei VIP: per poter fare (con fortuna e velocemente) un livel-up, per rifarsi di perdite precedenti o per rientrare in promozioni di rakeback. Comunque sia, non sembra che questi ragionamenti riescano a giustificare una pratica quanto meno discutibile.
Pochi giorni fa, però, c’è stata la richiesta da parte di ziigmund Sahamies (che non riesce a starsene tranquillo e lontano dai guai, anche se lo ha promesso più volte) a Phil Ivey.
Il finlandese, durante una sessione di cash game heads-up di NLH, ha chiesto all’asso americano di far decidere alla dea bendata chi dovesse vincere una serie di piatti al buio. Ivey, che non aveva quasi mai rifiutato simili richieste, si è visto costretto a farlo.
Crediamo con sommo stupore di Sahamies che ha chiesto spiegazioni e Phil ha affermato che gli è stato imposto dalla poker room che lo sponsorizza.
Partendo dal presupposto che uno come Ivey non è il tipo di giocatore che ha paura di affrontare anche una sessione di azzardo puro, pensiamo che le parole del miglior giocatore di NLH del mondo siano sincere.
Allora proviamo a capire il perché di una simile richiesta, anzi di un vero e proprio diktat, da parte della sua poker room di riferimento. Credo che senza fare troppi giri di parole la questione potrebbe essere una sola, a pochi giorni dal tavolo finale delle WSOP, Ivey deve tutelare ancora di più la sua immagine (e di conseguenza quella del suo sponsor) essendo l’uomo più atteso.
Cosa potrebbe succedere se la richiesta di Ilari Sahamies fosse stata accettata e che la notizia non fosse rimasta tra i soli giocatori, ma sarebbe uscita fuori e per un motivo o un altro avesse avuto una risonanza troppo elevata?
Cosa potrebbe avere come conseguenza sugli appassionati di tuto il mondo, che comunque vivono una crisi economica senza precedenti, sapere che Phil Ivey il più grande di tutti, azzarda giocandosi al buio decine di migliaia di dollari?
E’ un rischio troppo grande, non tanto per i soldi che si potrebbero perdere (quelli non dovrebbero essere un problema) ma per l’immagine di Phil che potrebbe subire una forte decadenza.
Se questa ipotesi dovesse essere la verità, allora possiamo essere quasi certi che ziigmund sarà pronto a rifargli la stessa domanda alla fine del tanto atteso Final Table e a quel punto le possibilità che Ivey dia una risposta positiva saranno molte di più.
Mattia Sparagna
2 commenti
full tilt sta imponendo a tutti gli sponsorizzati di non fare coinflip al buio.
tempo fa la stesso caby taylor aveva detto di no al suo avversario adducendo come motivazione l’imposizione della room.
non credo che phil ivey se ne freghi molto di eventuali, tra l’altro discutibile la cosa, perdite d’immagine per il fatto che gioca d’azzardo dal momento che è risaputo che gioca milioni ai dadi, a blackjack, baccarat e scommesse sportive.
Si infatti ho scritto nell’articolo che Ivey, in una “situazine normale”, non credo avrebbe problemi ad accettare la richiesta di Sahamies, ma credo che la scelta di Full Tilt di non far giocare coinflip ai suoi giocatori è condvisibile, oltretutto si parla di colui il quale è attualmente un simbolo del poker che sarà impegnato nel FT delle WSOP di qst’anno quindi la sua “immagine” va preservata.