IPT Sanremo: Final Table illusorio per l’Italia. Sorride solo Napoli

ipt-sanremo-headerIl Final Table dell‘Italian Poker Tour era iniziato con un chipleader italiano (Michele Di Lauro), su cui molti tifosi riponevano la fiducia per la vittoria finale.  A Sanremo però si è assistito ad un tavolo finale con tre esponenti stranieri su 8 giocatori.

Fatte queste considerazioni generali, andiamo nel particolare, parlando della prima eliminazione di giornata che è costata il torneo ad Andrea Benelli. Inizialmente l’italiano occupava la quarta posizione nel chipcount, ma in breve tempo ha perso un pò di chips e si è ritrovato fuori dal torneo.

A seguirlo è stato quello che tra i tre stranieri, noi italiani conoscevamo meglio (visto che mesi fa portò a casa la “picca” di una tappa dell’IPT a Venezia), Matthew Perrins.

Poi come un fulmine a ciel sereno l’eliminazione, quasi incredibile, di Michele Di Lauro, preceduta di poco da quella di Antonio Scalzi.

Ci si avviava verso la conclusione con una sfida a 4 tra due italiani, più precisamente due napoletani e due stranieri, un ragazzo di Budapest ed uno statunitense. Il primo ad abbandonare la compagnia fu proprio l’ultimo citato: Scott Wheeler eliminato da uno dei “nostri”, Massimo Valentini.

Proprio quest’ultimo, poco dopo, deve abbandonare il tavolo perché si scontra con l’ungherese Vladmir Kwaysser, in una mano un pò troppo frettolosa per il napoletano: Q-Q contro K-3 off suit, con un board liscio come uno specchio.

A contendere la “picca” all’ungherese, che ha d’avanti il doppio delle chips dell’avversario, c’è un altro “napoletano doc”: Enrico Castaldi. Il partenopeo prova a diminuire il gap con l’avversario, parzialmente ci riesce, ma poi incappa in una mano sfortunata e forse non giocata benissimo (che potete rivedere in questo articolo), che gli costa un’importantissima rimonta.

Alla fine il più contento di tutti è sicuramente l’ungherese che dopo Matthew Perrins e Jamzi Jelassi è il terzo straniero della stagione a vincere un’IPT. Non è campanilismo, nazionalismo e nemmeno una dimostrazione di presunta superiorità, ma a guardar bene i numeri su 8 edizioni di questa stagione IPT, forse, 3 vittorie di “non-italiani” è un ridimensionamento del nostro panorama pokeristico. A voler essere meno duri, forse non sarà un ridimensionamento ma di certo, dati alla mano, di progressi nell’ultimo anno se ne sono fatti davvero pochi.

Quali potrebbero essere i motivi? La chiusura di associazioni e circoli ed il successivo divieto, imposto dal Viminale, di organizzare tornei di poker sportivo, può essere una valutazione?

Mattia Sparagna


0 commenti

lascia un commento