Il Senato discute due emendamenti per riportare il gioco in Italia
Mentre si attende di sapere che fine farà la proposta del Ministro Brambilla in merito all’istituzione di Casinò nei più grandi alberghi italiani, emendamenti importanti per il mondo del poker sono comparsi nei banchi di Palazzo Madama.
Il primo porta la firma degli Onorevoli Enzo Oliva e Giovanni Pistorio del partito Movimento per le Autonomie, che hanno proposto l’apertura, regolata in tutto e per tutto dallo Stato, di quattro case da gioco in Sicilia, Campania, Puglia e Calabria. La proposta descrive nel dettaglio la regolamentazione che dovrebbe governare l’amministrazione delle case, 66% pubblica e massimo 34% privata, e che dovrebbe preservare le stesse da derive malavitose; infatti nessun comune la cui giunta sia stata sciolta con l’accusa di infiltrazione mafiosa potrebbe partecipare al bando. Simile ma non identica è stata la proposta presentata da un membro della Partito delle Liberà , Valter Zanetta, che ha invece chiesto l’apertura di otto nuove case da gioco distribuite su tutto il territorio italiano. Riprendendo un po’ quanto più volte affermato da un altro membro del suo stesso partito, Maria Vittoria Brambilla, anche Zanetta ha individuato nell’apertura dei casinò un fattore che potrebbe servire a rilanciare il turismo sul territorio nazionale contribuendo ad aumentare l’offerta di alcune località italiane.
Qualche giorno fa la FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercenti, si è espressa in merito a tale vicenda chiedendo proposte più incisive per il settore perchè, secondo studi realizzati, quello derivante dai Casinò, non sarebbe da considerarsi un indotto particolarmente importante sotto il profilo dell’incremento turistico. Non ci resta che aspettare ulteriori sviluppi.
Mario Di Bona
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