I “10 comandamenti” per salvare il poker live
Il fenomeno pokeristico italiano è in netta espansione e in continua crescita da qualche anno. Ma se da un lato, grazie alla legalizzazione delle poker room online c’è stata, in questo senso, una liberalizzazione del gioco del poker in rete; dall’altro ci siamo trovati di fronte ad una situazione quasi paradossale e cioè ai passi avanti fatti per il poker online si sono contrapposti i netti passi indietro fatti per il poker live in Italia.
Soprattutto dopo lo stop imposto dal Viminale (29 luglio 2009), tramite una circolare inviate a tutte le Questure, invitando alla tolleranza zero verso i circoli e le associazioni che, in precedenza organizzavano eventi live, poiché nella suddetta circolare viene espressamente vietata ogni forma di torneo al di fuori dei Casinò.
Riporto ora i passi più significativi del provvedimento:
“L’articolo 24 ha introdotto significative novità in relazione allo svolgimento dei tornei di poker sportivo non a distanza, , in particolare al comma 28 viene stabilito che i citati tornei sono consentiti a soggetti titolari di concessione per l’esercizio e la raccolta di uno o più giochi, previa autorizzazione dell’amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. Il precedente comma 27 prevede che con regolamento della menzionata amministrazione finanziaria, da adottarsi di concerto con questo ministero, sono disciplinati i tornei di poker sportivo, l’importo massimo della quota di partecipazione al torneo, le modalità che escludono i fini di lucro ecc.. Tanto premesso, si pregano e Ss.Ll (signorie loro) … di voler predisporre ogni utile misura affinché non venga consentito ulteriormente l’espletamento delle manifestazioni di poker sportivo…. si pregano i signori Prefetti di voler informare nelle forme ritenute più opportune i Comuni di rispettiva competenza.”
Ora il punto è che non sembra chiaro il motivo di tale disposizione, soprattutto perché in precedenza c’era stata una netta presa di posizione a favore dei tornei di poker live (perché considerati più controllabili e sicuri). Ora questo cambio di rotta, in nome della salvaguardia, come si legge nella disposizione precedente, di “ragioni di pubblico interesse”.
Questa disposizione fa il paio con la “circolare europea del 2008” che aveva dato una prima limitazione e una prima avvisaglia a tutti i circoli e associazioni che organizzavano eventi live.
Il mondo del poker italiano non è stato a guardare, di sicuro non in accordo con tali disposizioni, si è mosso qualcosa e tra le maggiori prese di posizione c’è quella di Luca “JJ” Stocco che fondando un organizzazione “di protesta” contro simili provvedimenti, ha voluto dare un segnale forte. La sua non è solo una battaglia contro queste restrizioni visto che proprio lui ammette che si aspettava simili provvedimenti, poiché non essendoci una chiara e netta normativa del poker live, lo stato a deciso bene di dare uno stop a queste pratiche, per evitare il proliferarsi di bische (legalizzate) per poi (si spera) riuscire a dare una serie di leggi atte a regolamentare il panorama dei tornei live in Italia, anche perché Stocco è convinto che se non si facesse quest’ulteriore passo il rischio sarebbe inverso e cioè si assisterebbe alla proliferazione di bische (illegali) per colpa del proibizionismo. Intanto Luca Stocco fa la sua parte, creando questa organizzazione (THEcomitato) che vagliando tra le tante proposte, ha stilato una lista di 10 punti fondamentali, per regolamentare il poker live da presentare (tramite l’avvocato Max De Rosa, legale rappresentante di THEcomitato) poi all’AAMS:
- I tornei live dovranno essere esclusivamente FREEZOUT
- Limitare il buy-in giornaliero, per tutti i circoli, compreso di sit&go e tornei…100€
- Non ci sarà più la possibilità di re-buy, add-on o di giocare cash game
- All’ingresso dare regolare ricevuta
- Pagamento di tasse
- Inviare l’elenco degli iscritti ad AAMS (per via telematica) per un eventuale controllo
- Più tornei nelle stesse località
- Possibilità di scelta per i circoli o le associazioni lo scopo di lucro o meno
- Erogazione di premi in denaro
- Permettere l’iscrizione solo ai soci regolarmente iscritti
Tutte le spese di THEcomitato sono pagate dagli iscritti al progetto e cioè i 13.000 soci dei 36 Circoli di tutta Italia che hanno aderito al progetto.
Mattia Sparagna
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