EPT sesta Stagione: è stato un fallimento?

logo-eptEuropean Poker Tour è sempre stata garanzia per il livello del poker espresso, per lo spettacolo e per la quantità di iscritti .. fino a quest’anno.

Nella sesta stagione c’è stato un decremento notevole delle iscrizioni nei tornei di questo circuito. Già le premesse non furono delle migliori.

John Duthie, direttore esecutivo della manifestazione, i primi giorni di giugno aveva presentato la stagione come un’insieme di eventi da record e ricco di sorprese. Beh Duthie non ha sbagliato di molto, sin dalla prima tappa ci sono stati record e sorprese, ma non quell a cui faceva riferimento uno dei capi dell’EPT.

Si perché la sorpresa più grande fu la notizia (data alla fine di luglio) dello spostamento della sede della prima tappa da Mosca a Kiev. I motivi sono da ricercare nell’incomprensibile legge russa che prevede la possibilità di giocare a poker sul territorio nazionale solo in 4 aree ben definite. La tappa venne frettolosamente spostata dalla capitale russa a quella ucraina (Kiev) e vide al via (18 agosto) meno di 300 giocatori. Un record si, ma fortemente negativo, che comunque venne preso come un successo visto gli inconvenienti accaduti.

Si pensava e si sperava che fosse stata solo una falsa partenza della nuova stagione e che la seconda tappa, Barcellona (4 settembre) sarebbe stata ben diversa, sotto diversi punti di vista.In questa tappa non vi saranno particolari disagi, ma siamo ben lontani dagli 800 iscritti che si prevedevano (si superano a stento i 500).

La terza tappa è quella di Londra (1 ottobre) e sfruttando il fattore dell’organizzazione dell’evento a ridosso della giornata finale delle WSOPE (tenute lo stesso nella capitale inglese) i vertici dell’EPT anche stavolta prevedevano un successo (più di 800 iscritti). In realtà si è appena sfiorata la quota dei 700 ma non può considerarsi un successo visto che oltre il 40% erano giocatori americani e canadesi che approfittavano della loro presenza a Londra per le WSOP.

Però le cose non sono cambiate, anzi sono peggiorate nella quarta tappa dell’EPT, prevista a Varsavia. Addirittura al day 1-a gli iscritti sono stati 88 e al day 1-b hanno appena superato il centinaio (115). Quinti quest’ultima tappa ha fatto registrate la modica iscrizione di 203 players.

Roba poca se si pensa a quello che è il bacino d’utenza della manifestazione e sopratutto alle previsioni di inizio anno.

E’ ovvio che ci sono delle ragioni per questa debacle, per certi versi inaspettata. Primo fra tutti è il buy-in sproporzionato (quasi 6.000 € per quest’ultimo evento) che è una cifra esagerata se si pensa alle location. Basti pensare che lo stipendio medio è di 500 € in Polonia, quindi per giocare ci entrare ed iscriversi ci sarebbero voluti un anno di stipendio… qualcosa di impensabile. Non che nelle altre tappe il buy-in fosse stato più “economico”, anzi a Barcellona si erano superati gli 8.000€.

Anche lo scorso anno l’edizione polacca fu caratterizzata da un’affluenza debole (ma almeno si era arrivati ad oltre 300 iscritti), quindi è facile pensare che il prossimo anno Duthie e i vertici dell’EPT scartino l’ipotesi Varsavia.

Altra ragione sta nella nascita e nella crescita di altre manifestazioni (Ipt, Ppt e tanti altri) che hanno tolto potenziali iscritti all’Ept. Anche le numerose tappe in una sola stagione (7 tappe in 5 mesi), sono un fattore che ha inciso sul declino della manifestazione.

Poi bisognerebbe anche creare un indotto per dare interesse alla manifestazione. Non essere rigidi con i mass media (di qualsiasi tipo) che vogliano seguire e raccontare l’evento e cercare, ad esempio, di invogliare i mezzi di comunicazione a parlare dell’evento (ricevendo e ospitando anche a spese dell’organizzazione chi deve seguire la tappa) in modo da avere un ritorno pubblicitario.

Chissà se questa sesta edizione riuscirà ad essere ripresa per il rotto della cuffia e ritornerà almeno agli iscritti di un tempo, oppure assisteremo ad un lento declino  di quello che era uno tra i tornei più importanti a livello europeo (secondo solo alle WSOPE).


Mattia Sparagna


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