EPT: E’ iniziato il processo alla “banda di Berlino”

TribE’ iniziato pochi giorni fa il processo che vede coinvolti i 4 rapinatori della rapina avvenuta qualche mese fa al Grand Hotel Hyatt di Berlino, durante la tappa dell’European Poker Tour che si stava svolgendo nella capitale tedesca.

Erano i primi giorni del Marzo scorso, quando 4 uomini armati e a volto coperto hanno fatto irruzione nel lussuoso albergo dove si stava svolgendo una tappa della stagione  EPT 2009/2010.

Dopo aver seminato il panico e aver preso una parte dell incasso (circa 250.000 €) i 4 si sono dileguati nel nulla e di loro non si è avuta traccia per qualche giorno. Ma sin da subito l’azione della “criminal pool” tedesca, in concerto con altre forze investigativa, hanno stretto il cerchio e hanno scovato uno dopo l’altro i componenti della banda, tutti di origine araba (dopo il primo, consegnatosi spontaneamente alla polizia), sono stati arrestati in sequenza:  Ahmad el-Awayti (20 anni, di nazionalità indeterminata); Jihad Chetwie (19enne di nazionalità  tedesca) e Mustafa Ucarkus (a 20 anni, cittadino turco).

Per bloccare gli esecutori materiali della rapina c’è voluto relativamente poco tempo, infatti in molti, tra organi di stampa e di informazione, avevano elogiato l’ottimo lavoro dell’intelligenze tedesca, che però era ancora alla ricerca della vera mente della banda, la quale è stata arrestata solo alla fine di Maggio.

Mohammed Abou-C, questo il nome dell’uomo fermato dopo che la polizia aveva emesso un mandato di arresto nei suo confronti. Sembra che l’uomo, ormai seguito e pedinato da molti giorni, sia diventato il sospettato numero uno dopo che ha usato grandi somme di denaro per iscriversi a tornei di poker nella capitale tedesca.

Ora che è iniziato il processo c’è da capire che fine abbia fatto il bottino della rapina, che sembra davvero svanito e nemmeno i rapinatori sembra vogliano collaborare in merito.

Le pene che potrebbero essere inflitte, non sono così tenere, ma non ci addentriamo a fare delle ipotesi, ma aspettiamo soltanto l’evolversi della vicenda e la pronuncia del Palazzo di Giustizia di Berlino.

Mattia Sparagna


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