E’ illegale fare il professionista in Danimarca

DenmarkFlagSembra un’assurdità ma a quanto afferma il Poker Professionist Player danese Jesper Hougaard diventare un professionista in Danimarca (comunque patria di personaggi famosi come Gus Hansen) è un’attività contra legem. Il vincitore del “£1,500 No Limit Hold’em” alle WSOPE del 2008 ha affermato, in un’intervista rilasciata alla rivista Bluff Europe, che sarebbe illegale, per la legislazione vigente in Danimarca, diventare un professionista del poker.

Hougaard dichiara testualmente “La polizia potrebbe venire da me, chiedermi i dati di accesso e confiscarmi tutte le vincite perché è scritto nei vari regolamenti che questa è un’attività illecita“. Tutta questa vicenda, che ha dei contorni molto sfumati, è venuta fuori perché un pò di tempo fa un uomo che viveva con l’assegno di mantenimento è stato trovato in possesso, nel suo appartamento, di una somma di oltre 30.000 $.

Le autorità hanno chiesto da dove provenisse quella somma e l’uomo ha candidamente detto che erano frutto di giocate online (specificatamente poker), ma questa è una risposta troppo vaga che evidentemente non è piaciuta né alla polizia né al Giudice che ha dunque rispolverato una legge vecchia quasi cento anni (pare infatti che risalga al 1911) che molto vagamente, vieta di possedere delle somme di denaro importanti che non provenghino da attività chiare e certificate.

Ora la situazione diventa difficile da sbrogliare, perché anche se sembra quasi impossibile una campagna persecutoria verso i tantissimi giocatori online che ci sono in Danimarca, questo potrebbe però far iniziare un’escalation di provvedimenti che limitino molto le poker room nazionali e dunque il gioco online per i danesi.

Lo stesso Hougaard ha riguardo ha detto che ha già deciso di trasferirsi per poter giocare liberamente senza correre il rischio che tutto ciò che vinca (o una parte) venga confiscato dalle autorità nazionali.

Dunque pare facile capire che non è solo l’Italia che vive una situazione di ambiguità, anzi forse nell’online siamo tra le nazioni europee meglio attrezzate (cosa che purtroppo non possiamo dire per il live).

Mattia Sparagna

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