Daniel Negreanu: al WSOP Caesars’s Cup, Phil Hellmuth tra i peggiori

daniel-negreanuChe il pro canadese Daniel Negreanu e l’americano Phil Hellmuth Jr non abbiano mai avuto un buon rapporto è cosa risaputa. I due non si sono mai “amati” e nemmeno sopportati visti i loro modi di fare opposti e che speso andavano in contrasto. Daniel più riflessivo, meno chiacchierone e probabilmente più bravo (sono i risultati a dirlo) di Phil che è sempre stato tra i più loquaci e originali giocatori al tavolo, che però non ha mai convinto del tutto, visto che dopo la sua incredibile affermazione al Main Event delle WSOP del 1989 (record all’epoca per un giocatore così giovane) non è riuscito a ripetersi.

Ultimamente “The KidNegreanu ha sparato qualche “invettiva”, abbastanza stuzzicante, sul collega americano. Daniel ha affermato che rivedendo in TV alcune fasi della Caesar’s Cup, svoltasi alle scorse World Series of Poker, ha notato come Hellmuth abbia commesso degli errori abbastanza gravi.

Secondo il parere di Negreanu il suo Team non ha  commesso errori gravi durante la competizione, al contrario di Hellmuth, che avrebbe fatto diversi errori da principiante, dimostrandosi il peggior giocatore. Alcune delle dichiarazioni del canadese, contenute nel suo blog, sono più o meno di questo tenore “Questo tipo di gioco non gli ha permesso di sfruttare il suo talento. Hellmuth ha semplicemente bruciato diverse mani. Limpare con K-J per intrappolare i limp seguenti non ha proprio senso quando sei short stack.

Non solo questa la giocata incomprensibile, ma anche molte altre sono state le giocate di Hellmuth che non hanno convinto Negreanu (e non solo). Il pro canadese conclude “E’ tutta questione di matematica. Giocatori come Bill Chen, Chris Ferguson, e Andy Bloch non avrebbero mai commesso un simile errore in quelle situazioni. ”

Siamo sicuri che Hellmuth non sia stato felice di leggere queste dichiarazioni, ma probabilmente anche lui si sta rendendo conto (a dispetto del suo ego) che il suo modo di giocare non stia dando i frutti sperati ed è nata, per questo, in lui la convinzione di farsi “aiutare” da uno psicologo, o mental-coach, come dir si voglia.

Mattia Sparagna


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