Aussie Millions: 12 anni di successi
Non tutti sanno che il nome ufficiale del torneo di poker più importante d’Oceania è l’Australian Poker Championship, che ormai da tempo viene comunemente chiamato Aussie Millions.
Il torneo, che si tiene al Crown Palace di Melbourne, è stato organizzato per la prima volta nel 1998 e non fu di certo un’organizzazione paragonabile a quella degli ultimi anni. Il primo Main Event (giugno 1998) venne giocato a Limit Hold’em (buy-in 1,000$ AU) con l’iscrizione di 74 partecipanti (quasi tutti australiani) dove il primo classificato, Alex Horowitz, ricevette un premio di 25,900$ AU. Niente di paragonabile rispetto a quest’ultimo Main Event che ha visto l’iscrizione di 747 players (con un buy in da 10,500$ AU) e che premierà il vincitore con ben 2 milioni di dollari australiani .
Questo basterebbe a far notare la netta e perentoria evoluzione che questo torneo ha avuto. Ma la crescita non fu costante anzi addirittura si arrivo alla quinta edizione (2002) a toccare il “minimo storico” di 66 iscrizioni. Questa specie di flop improvviso, di un evento che aveva la volontà di primeggiare non solo in Australia, ma diventare anche un torneo importante e di spicco in tutto il panorama mondiale, può essere ricercato in più di una causa. Sicuramente il fatto che si passo ad un buy-in da 1,500$ AU, dell’edizione precedente, ai 5,000 di quell’edizione, fu un motivo, ma probabilmente anche il fatto che l’organizzazione non pubblicizzava l’evento a dovere, causando il non decollo dello stesso a livello internazionale.
L’edizione del 2003 (prima edizione che vide un vincitore non australiano: cioè l’inglese Peter Costa) segnò una piccola rinascita della manifestazione, che diventò in quell’anno “Crown Australian Poker Championship“. Da allora ogni edizione crebbe sempre di più come numero di partecipanti (e dunque relativo montepremi) che arrivarono in massa anche dall’Europa e dagli USA.
Fino ad oggi, il Main Event che registrò il numero più alto di iscritti, è stato quello del 2008 (con 780 buy-in pagati) che vide la vittoria del russo Alexander Kostritsyn, che riuscì a battere in heads-up una leggenda come Erik Seidel e a portarsi a casa il primo premio da 1,650,000 $ AU.
Una curiosità dell’Aussie Millions risiede nell’organizzazione di un “side event” che però ha una sua importanza all’interno della manifestazione. Si tratta del cosiddetto 100,000 $ Challenge, un torneo dal buy-in sproporzionato (uno dei più alti al mondo) che però ha un fascino incredibile. Solitamente all’evento prendono parte in pochissimi (visto il buy-in “proibitivo”). Questo torneo venne inserito nell’Aussie Millions nel 2006: la prima edizione vide la partecipazione di solo 10 players; l’anno dopo 18, nel 2008 25, mentre 23 nel 2009.
Quest’anno sono stati in 24 a sfidarsi ai tavoli di questo torneo (a spuntarla è stato Dan Shak che ha battuto nella sfida finale l’americano Phil Ivey), particolare anche nella struttura. Infatti i giocatori iniziano con 100,000 chips, cinque volte quella del Aussie Millions Main Event e cinque volte quello del Main Event delle WSOP; preflop le puntate vengono effettuate nella modalità pot-limit, mentre dopo il no-limit; per effettuare le loro giocate i players hanno a disposizione 30 secondi di tempo (che può essere superato, su richiesta, solo 3 volte per ogni giocatore.
Mattia Sparagna
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