Anche la FIPE si espone
La Federazione Italiana Pubblici Esercizi ha pubblicato un documento, firmato dal presidente Lino Stoppani, in merito alla problematica, molto in voga in questo periodo, sull’organizzazione dei tornei di poker live e negli esercizi pubblici.
Il documento è in pieno accordo e appoggia apertamente la linea tenuta dal Consiglio di Stato. Nel testo si può leggere nella prima parte come il Presidente indichi il percorso normativo che il Ministero sta improntando, affermando che esistono “associazioni che ritengono superata la qualificazione dello stesso come gioco d’azzardo ed il divieto al suo esercizio posto esplicitamente nei pubblici esercizi autorizzati al gioco delle carte, previste dall’articolo 110 del TULPS“.
Stoppani continua spiegando che la bozza redatta dal Ministero dell’Interno sostiene che il poker “in via astratta qualificabile come gioco d’azzardo, potrebbe divenire lecito in relazione a specifiche modalità di svolgimento che vengono elencate nella stessa circolare. Il Ministero ritiene che tali manifestazioni debbano essere vietate qualora la partecipazione ai tornei sia consentita previo versamento di una quota di iscrizione di valore tutt’altro che modesto“.
Il presidente della FIPE afferma proprio che “Di fatto l’assenza, in attesa della diramazione della circolare, dei criteri che identificano quando non ricorre il gioco d’azzardo nei tornei di poker texas hold’em o “poker sportivo” deve comportare la immediata sospensione dell’organizzazione degli stessi nei pubblici esercizi attesa. peraltro, l’entità delle sanzioni previste anche per chi ospita tali manifestazioni“.
Stoppini continua affermando che “al di là dei risvolti penalistici di cui agli articoli 718 e 719 del C.P., si sottolinea che l’organizzazione di gioco d’azzardo in pubblico esercizio comporta la perdita dei requisiti di onorabilità in capo al titolare e la revoca della licenza, nonché il rischio di sequestro del locale da parte della Magistratura.”
In ultima analisi il presidente tiene a precisare che “la Federazione concorda con il Consiglio di Stato sulla improcrastinabilità di un intervento legislativo volto a disciplinare in modo esaustivo la materia dei giochi al fine di restituire ai numerosi operatori coinvolti la necessaria certezza del diritto“.
Mattia Sparagna
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